Crisi plastica Puglia: impianti saturi e raccolte bloccate, aperti tavoli d’emergenza

Oltre al problema di filiera che riguarda tutta Italia, in Puglia c'è un altro elemento che sta aggravando la situazione: un forte incremento dei quantitativi di imballaggi raccolti, che però non è stato accompagnato da un rafforzamento adeguato delle capacità di trattamento impiantistiche. Lunedì 3 agosto c'è stato un doppio tavolo d'emergenza che ha garantito soluzioni appropriate

La crisi nazionale del riciclo della plastica è arrivata in Puglia con particolare forza. Impianti di selezione e trattamento degli imballaggi al limite della saturazione e alcuni Comuni che hanno già dovuto sospendere la raccolta differenziata per le difficoltà di conferimento. Le strutture continuano a ricevere materiale ma non riescono a liberare gli spazi, perché le plastiche selezionate vengono ritirate con ritardo o non trovano adeguati sbocchi nel mercato.

Oltre a questo che è un problema di filiera che riguarda tutta Italia, in Puglia c’è un altro elemento che sta aggravando la situazione: un forte incremento dei quantitativi di imballaggi raccolti, che però non è stato accompagnato da un rafforzamento adeguato delle capacità di trattamento impiantistiche. Secondo Ispra, la frazione plastica intercettata dalla raccolta differenziata urbana regionale è passata dalle 98.031 tonnellate del 2020 alle 106.735 del 2024, con un incremento dell’8,9% in cinque anni. La provincia di Bari ha registrato una crescita del 15,7%, mentre quella di Lecce ha raggiunto i 32 chilogrammi per abitante.

Lunedì 3 agosto c’è stato un doppio tavolo d’emergenza, promosso dall’assessora regionale all’Ambiente e al Clima, Debora Ciliento, con Ager PugliaProvince e Città Metropolitana di BariAnci PugliaCorepla e Conai.

Corepla ha assicurato che i ritiri dai centri di conferimento verso i suoi due grandi impianti CSS regionali non sono bloccati ma solo rallentati. Inoltre il Consorzio ha informato di essersi attivato per trovare altre piattaforme di stoccaggio che possano compensare al momento gli impianti in difficoltà. Alle Province e alla Città Metropolitana di Bari è stato chiesto di procedere sollecitamente nel caso di richieste di autorizzazione per ampliamenti o nuovi siti di stoccaggio della plastica, così come per l’autorizzazione delle spedizioni transfrontaliere (cioè verso Stati stranieri) di CSS e altre frazioni plastiche (rifiuto e/o end of waste).

“Quello che oggi è emerso è che i Comuni non devono bloccare la raccolta differenziata della plastica e che Corepla continuerà a ritirarla e a gestire il suo riciclo – ha detto l’assessora Ciliento -. Importante anche la disponibilità delle Province ad accelerare i tempi di autorizzazione per impianti di stoccaggio e per il trasporto transfrontaliero, così da garantire agli impianti di CSS Corepla la fuoriuscita dei materiali prodotti. E con Ager che monitora i flussi, si cercherà di prevenire ogni ulteriore emergenza.”

“Non ci saranno buste piene di rifiuti di plastica per le strade – ha concluso l’assessore – ma l’obiettivo deve essere quello di consumare meno plastica riducendo la quantità di rifiuto prodotto.”

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