Direttiva Sup, la Commissione Europea boccia il recepimento italiano

Il dlgs di recepimento italiano, che dovrebbe entrare in vigore come previsto il 14 gennaio 2022, è stato oggetto di un parere circostanziato della Commissione Europea inviato a dicembre che obbliga l’Italia a rimandarne l’applicazione al 23 marzo. Lo scrive l'agenzia Policy Europe che ha preso visione del documento. Per ora non ci sono notizie di provvedimenti da parte dell'Italia in relazione alla bocciatura della Commissione e comunque il solo parere non può avere effetti pratici sulle normative nazionali

2897

L’Italia rischia di ricevere una procedura d’infrazione per errata applicazione della direttiva Sup, la norma europea sulla plastica monouso, più precisamente a causa delle deroghe introdotte nel suo recepimento. Un “rischio” ampiamente noto che però adesso sembra concretizzarsi.

Il decreto legislativo di recepimento italiano, che dovrebbe entrare in vigore come previsto il 14 gennaio 2022, è stato infatti oggetto di un parere circostanziato della Commissione Europea, inviato a dicembre, che obbliga l’Italia a rimandarne l’applicazione al 23 marzo. Lo scrive l’agenzia Policy Europe che ha preso visione del documento.

Nel parere circostanziato – scrive Public Policy – sono due i punti del dlgs di recepimento criticati da Bruxelles, gli stessi che erano finiti al centro del dibattito questa estate: il sottile rivestimento in plastica (cosiddetto lining o coating); e le plastiche biodegradabili.

Per ora non ci sono notizie di provvedimenti da parte dell’Italia in relazione alla bocciatura della Commissione, anche perché il parere circostanziato non può avere effetti pratici sulle normative nazionali. Bisogna eventualmente aspettare l’apertura di una procedura d’infrazione affinché possa essere messo in discussione il recepimento. Quindi tutto lascia pensare che l’entrata in vigore della direttiva nel nostro paese prosegua secondo programma.

Abbiamo anche contattato la Commissione Europea la quale ci ha confermato che al momento non c’è alcuna procedura di violazione aperta contro l’Italia e “su questo non speculeremo” dicono. “La Commissione intende effettuare un controllo di conformità sul recepimento della SUP prima di decidere i passi successivi da intraprendere“.

Seguono aggiornamenti.