ECCO: “L’ETS è decisivo per competitività e sicurezza energetica”

Il think tank per il clima interviene alla Camera in vista della revisione del sistema europeo di scambio delle emissioni. Secondo ECCO, il meccanismo ha contribuito alla riduzione delle emissioni e alla crescita delle rinnovabili, mentre in Italia solo una parte limitata dei proventi è stata destinata alla transizione energetica

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Il sistema europeo di scambio delle quote di emissione di CO₂ (EU ETS) rappresenta uno strumento centrale per sostenere la transizione energetica e industriale europea. È quanto emerso durante l’incontro “L’ETS per l’Italia: competitività, sicurezza, prospettive”, organizzato dal think tank climatico ECCO e ospitato il 17 giugno a Palazzo Montecitorio.

L’appuntamento si è svolto in vista della revisione del meccanismo prevista dalla Commissione europea per il prossimo 15 luglio.

Dal 2005 emissioni dimezzate nei settori regolati

Secondo i dati richiamati durante l’evento, l’ETS ha contribuito dal 2005 a ridurre di circa il 50% le emissioni nei settori sottoposti al sistema europeo di scambio delle quote di carbonio, favorendo investimenti in efficienza energetica, elettrificazione e fonti rinnovabili.

ECCO sottolinea come il meccanismo abbia fornito negli anni un quadro normativo stabile e un segnale economico di lungo periodo per imprese e investitori, contribuendo alla crescita della quota di energie rinnovabili nel mix elettrico europeo, salita al 47,5% nel 2024.

Il dibattito sul costo dell’energia

Nel corso dell’iniziativa è stato affrontato anche il tema dell’impatto dell’ETS sulle bollette energetiche. Secondo una recente analisi di ECCO, il costo attribuibile al sistema di scambio delle emissioni inciderebbe per circa il 3% sulla bolletta di un consumatore domestico, mentre il principale fattore che influenza i prezzi dell’energia resterebbe la dipendenza dai combustibili fossili e la volatilità dei mercati del gas.

Il think tank evidenzia inoltre che un eventuale indebolimento del sistema potrebbe rallentare gli investimenti nelle energie rinnovabili e aumentare l’incertezza normativa per le imprese.

In Italia solo il 9% dei proventi destinato alla transizione

Uno dei temi centrali dell’incontro ha riguardato l’utilizzo delle risorse generate dalle aste ETS.

Secondo i dati presentati da ECCO, tra il 2012 e il 2024 l’Italia ha incassato circa 18 miliardi di euro dalle aste delle quote di emissione, ma soltanto 1,6 miliardi, pari al 9% del totale, sarebbero stati destinati a misure legate alla transizione energetica e climatica.

Una quota nettamente inferiore rispetto alla media degli altri Stati membri dell’Unione europea, dove circa il 75% dei proventi viene impiegato per finanziare interventi a favore del clima e dell’energia.

La revisione europea prevista a luglio

Per ECCO, la revisione del sistema ETS rappresenta un’opportunità per consolidare il meccanismo, migliorarne l’efficacia e rafforzarne il contributo agli obiettivi climatici e di sicurezza energetica dell’Unione europea.

Tra le proposte avanzate figurano una maggiore trasparenza nell’utilizzo dei proventi delle aste e il loro impiego integrale per sostenere politiche climatiche, industriali ed energetiche, oltre alla possibilità di estendere ulteriormente il sistema e rafforzare il collegamento con altri mercati del carbonio internazionali.

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