Dalla trasformazione dei sottoprodotti industriali in nuovi materiali al recupero delle risorse dai prodotti a fine vita, passando per il packaging e le strategie per prolungare la durata degli elettrodomestici e degli smartphone. Sono alcuni degli ambiti affrontati dalle sei tesi premiate nella quarta edizione del Premio CONAI per Tesi di Laurea, realizzato in collaborazione con ENEA e dedicato alla ricerca sull’economia circolare.
L’edizione 2026 ha raccolto 140 candidature, il doppio rispetto allo scorso anno. Un risultato favorito anche dal sostegno della Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile (RUS) e della Piattaforma italiana degli attori per l’economia circolare (ICESP), che hanno contribuito a diffondere l’iniziativa nel mondo universitario e della ricerca.
La novità di quest’anno è l’ampliamento dei riconoscimenti: ai tre premi principali, del valore di 3.000 euro ciascuno, si aggiungono tre menzioni speciali da 1.000 euro. Le sei tesi sono state selezionate da una commissione congiunta CONAI-ENEA, con il supporto di ReMade, per il contributo offerto allo sviluppo di soluzioni e modelli circolari.
I tre vincitori: biocompositi, lavatrici e packaging
Il primo premio è stato assegnato a Cristiana Petrovan, del Politecnico di Milano, per la tesi “Rosinwood: Turning Kraft process by-products into value through a fully natural biocomposite for circular furniture”. Il progetto esplora la possibilità di valorizzare i sottoprodotti del processo Kraft attraverso la realizzazione di un biocomposito completamente naturale, destinato al settore dell’arredo.
Leonardo Catalano, dell’Università di Brescia, ha ricevuto il secondo riconoscimento per “Assessing Circular Economy benefits in the Washing Machine Supply Chain: A Monte Carlo Simulation of Sustainability Performance”. La ricerca analizza i benefici delle strategie di economia circolare nella filiera delle lavatrici, confrontando le prestazioni di sostenibilità attraverso un modello di simulazione.
Il terzo premio è andato ad Alice Cavallini, dell’Università di Bologna, per “Ri-giochiamo: il packaging design per la promozione della circolarità nel settore toy. Il caso Chicco”. La tesi approfondisce il ruolo della progettazione degli imballaggi nel favorire la circolarità nel comparto dei giocattoli, con particolare attenzione al riutilizzo e alla gestione del fine vita.
A questo lavoro è stato assegnato anche il Premio Imballaggio dedicato a Valter Facciotto, già direttore generale di CONAI, per riconoscere il contributo offerto allo sviluppo della filiera del riciclo.
Le menzioni speciali: edilizia, climatizzatori e smartphone
Le tre menzioni speciali riguardano altrettanti progetti dedicati al recupero delle risorse e all’allungamento della vita dei prodotti.
Shuja Ahmad, dell’Università di Brescia, è stato premiato per “Environmental Study of Concrete with Recycled Concrete Aggregates & Recycled Plastic Fibers”, uno studio sulle prestazioni ambientali del calcestruzzo realizzato utilizzando aggregati provenienti dal riciclo del calcestruzzo e fibre di plastica riciclata.
La ricerca di Dario Moscardi, sempre dell’Università di Brescia, si concentra invece sui climatizzatori a fine vita in Italia. La tesi, intitolata “End-of-life air conditioners in Italy: a material flow analysis”, analizza i flussi di materia associati a questi apparecchi, individuando le opportunità di recupero e le criticità nella loro gestione.
La terza menzione è stata assegnata a Matilde Rizzato, dell’Università di Padova, per “Service-Based Life Cycle Approach to support Lifetime Extension Strategy of Smartphones: from Repair Incentives to Behavioural Scenarios”. Il lavoro affronta il prolungamento della vita degli smartphone, esaminando il ruolo degli incentivi alla riparazione e dei comportamenti dei consumatori.
A Ecomondo il confronto tra ricerca e imprese
La cerimonia di premiazione si terrà venerdì 6 novembre alle ore 11, allo stand CONAI di Ecomondo. Interverranno Simona Fontana, direttrice generale di CONAI, Claudia Brunori, direttrice del Dipartimento ENEA di Sostenibilità, circolarità e adattamento al cambiamento climatico dei sistemi produttivi e territoriali, Eleonora Perotto, coordinatrice del Gruppo Risorse e Rifiuti della RUS, e Mario Jorizzo, responsabile della Divisione Economia Circolare di ENEA e riferimento per ICESP.
Al centro dell’incontro ci sarà l’evoluzione dell’economia circolare oltre il riciclo, con un’attenzione crescente a prevenzione, riuso, riparazione ed ecodesign. La ricerca universitaria può contribuire a individuare nuove soluzioni, valutarne gli effetti e favorirne il trasferimento dalla sperimentazione alle applicazioni industriali.
“L’economia circolare non si costruisce soltanto recuperando ciò che scartiamo, ma ripensando ciò che produciamo, come lo utilizziamo e quanto a lungo riusciamo a mantenerne il valore”, ha dichiarato Simona Fontana, direttrice generale di CONAI. Le 140 candidature, ha aggiunto, dimostrano che le nuove generazioni dispongono di idee e competenze per affrontare questa sfida. L’obiettivo del premio è proprio dare spazio a progetti capaci di trasformare le intuizioni nate in ambito universitario in soluzioni concrete per le imprese e per il sistema Paese.
Anche Claudia Brunori, direttrice del Dipartimento ENEA dedicato alla sostenibilità e alla circolarità dei sistemi produttivi e territoriali, ha sottolineato il valore della collaborazione tra ricerca universitaria e innovazione industriale. Dal 2023 a oggi, le edizioni del bando hanno raccolto complessivamente circa 330 tesi di laurea.
I lavori presentati affrontano temi che spaziano dalla digitalizzazione delle filiere e dall’intelligenza artificiale applicata alla gestione delle risorse alle biotecnologie circolari, dall’ecodesign alla progettazione circolare, fino alla rigenerazione urbana. Un insieme di competenze che, secondo Brunori, può contribuire alla competitività delle imprese e alla transizione ecologica, rispondendo anche alla crescente domanda di professionalità specializzate da parte del settore produttivo e delle pubbliche amministrazioni.



