L’estate 2026 continua a infrangere record climatici in Europa. Secondo i dati del programma europeo Copernicus, giugno e luglio sono stati i mesi più caldi mai registrati nell’Europa occidentale, segnando una stagione caratterizzata da ondate di calore persistenti, siccità diffusa e incendi di vaste proporzioni.
Dal mese di maggio il continente ha affrontato quattro ondate di calore consecutive, mentre le immagini satellitari mostrano un progressivo disseccamento della vegetazione in vaste aree dell’Europa occidentale. In Francia, a metà luglio, oltre l’85% del territorio risultava in condizioni di allerta siccità.
Mediterraneo e fiumi ai massimi livelli di stress
Le temperature record hanno interessato anche il mare. A luglio la temperatura superficiale degli oceani extrapolari ha raggiunto 20,96 °C, superando il precedente record del 2023. Anche il Mar Mediterraneo continua a registrare valori particolarmente elevati.
La scarsità di precipitazioni ha inoltre portato i principali fiumi europei a livelli eccezionalmente bassi per il mese di luglio, con valori che, secondo Copernicus, non hanno precedenti negli ultimi decenni di osservazioni.
Incendi oltre la media storica
Le elevate temperature e la siccità hanno alimentato una stagione particolarmente critica anche sul fronte degli incendi boschivi.
Secondo il sistema europeo Copernicus Effis, dall’inizio del 2026 nell’Unione europea sono già andati in fumo 434.976 ettari, ben oltre la media storica. In Italia gli ettari percorsi dal fuoco sono 70.841, distribuiti in 322 incendi di grandi dimensioni.
L’ondata di calore prosegue fino a Ferragosto
Anche l’Italia resta interessata dall’anticiclone africano. Le previsioni indicano temperature elevate almeno fino al 17 agosto, con punte vicine ai 40 °C nelle regioni centrali e nelle aree di pianura.
Le città con il livello massimo di allerta per il caldo restano numerose e, secondo i meteorologi, anche le temperature notturne continueranno a mantenersi elevate, limitando il raffrescamento naturale.
Agricoltura e risorse idriche sotto pressione
Gli effetti delle alte temperature si fanno sentire anche sull’agricoltura. In Valtellina la raccolta delle mele è stata anticipata e, secondo i produttori, i frutti avranno una pezzatura inferiore a causa dello stress termico, che induce le piante a rallentare la crescita.
La persistente siccità continua inoltre a mettere sotto pressione la disponibilità di acqua, alimentando il dibattito sulla gestione della risorsa idrica e sulle priorità d’uso in un contesto climatico sempre più estremo.










