Extinction Rebellion dipinge un toret di Torino: “Questo caldo una scelta politica”

“Il Po è in secca. I ghiacciai stanno fondendo. Di fronte alla spaventosa cecità della Regione Piemonte e del Governo, e a decisioni politiche che vanno in direzione contraria alla tutela della salute dei cittadini e del bene comune, dipingiamo di verde fluo un Toret del centro città perché ricordi a ognuno di noi, in queste giornate di calore estremo, che questo caldo è una scelta politica", afferma Extinction Rebellion

Extinction Rebellion dipinge un toret di Torino: “Questo caldo una scelta politica”

Nuova iniziativa di Extinction Rebellion a Torino: un toret del centro città, in piazza Arbarello, – che versava in condizioni di degrado – è stato ridipinto di verde fluo per richiamare l’attenzione sulle ondate di calore estremo e sulle conseguenze della siccità che ha colpito il territorio negli ultimi mesi. Una protesta artistica dal forte impatto visivo, realizzata su uno dei simboli dell’acqua potabile pubblica torinese: un bene comune gratuito e indispensabile, soprattutto nelle giornate di caldo record di questa estate, segnata da temperature mai raggiunte prima.

La fontana di piazza Arbarello è stata abbellita con vasi di fiori e bicchieri a disposizione di tutti per abbeverarsi, e una scritta che recita “Caldo e siccità: chi governa ti lascia a secco”.

“Il Po è in secca. I ghiacciai stanno fondendo. Di fronte alla spaventosa cecità della Regione Piemonte e del Governo, e a decisioni politiche che vanno in direzione contraria alla tutela della salute dei cittadini e del bene comune, dipingiamo di verde fluo un toret del centro città perché ricordi a ognuno di noi, in queste giornate di calore estremo, che questo caldo è una scelta politica“, afferma Extinction Rebellion.

Tra i responsabili dell’aggravarsi della crisi idrica, Extinction Rebellion, ancora una volta, ricorda le responsabilità della Regione Piemonte e del Governo: “In un periodo storico segnato da siccità sempre più frequenti e da una crescente pressione sulle risorse idriche – proseguono gli attivisti – la Cabina di Regia per la Crisi Idrica, istituita presso il Ministero delle Infrastrutture di Matteo Salvini durante la terribile siccità del 2022, si è riunita, dopo un’anno dall’ultima riunione, solo il 9 luglio. Sono stati stanziati 1,7 miliardi di fondi emergenziali, una misura ritenuta insufficiente dall’Associazione Nazionale dei consorzi irrigui, di fronte al cronicizzarsi della crisi”.

“La Giunta Cirio, nell’estate 2025, proponeva una disposizione di legge (Lg. 9/2025 Art. 34 su deflusso ecologico e Art. 50 su aree protette) che consentiva un aumento dei prelievi di acqua dai fiumi fino al 70% della portata nei periodi di magra, andando di fatto a raggirare la Direttiva Europea 2000/60/CE. La legge, infatti, è stata bocciata dalla Corte Costituzionale nell’aprile 2026  risultando in contrasto con la normativa europea e nazionale nonché priva di fondamenta tecnico scientifiche e valutazioni specialistiche circa il deflusso ecologico. “Una storia che evidenzia la mancanza di visione del Governo e di questa Giunta nei confronti dei temi legati alla salvaguardia degli ecosistemi e del clima”

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