Federbeton e Corepla firmano un protocollo d’intesa

Come spiega il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica, il protocollo è basato sull'idea che il trattamento dei rifiuti sia cruciale per sfruttare appieno i materiali residui ottenuti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica non riciclabili

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Federbeton Corepla

Corepla, il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica, e Federbeton, Federazione che all’interno di Confindustria rappresenta i produttori di cemento e calcestruzzo, hanno firmato un protocollo d’intesa per formalizzare una collaborazione sul tema del recupero energetico.

Come spiega Corepla nel suo comunicato stampa, “il protocollo d’intesa prende spunto dalla consapevolezza che questa forma di trattamento è fondamentale per la piena valorizzazione degli scarti dell’attività di selezione della raccolta differenziata degli imballaggi in plastica non riciclabili. Questi materiali residuali, infatti, possono essere trasformati in energia. L’avvio di questi rifiuti plastici agli impianti di produzione di combustibili alternativi (come il CSS – Combustibile Solido Secondario) consente di sfruttarne l’altissimo potere calorifico e di sottrarli al conferimento in discarica, limitando o azzerando la quota destinata all’export e che, secondo il Rapporto Rifiuti ISPRA 2021, è 3 volte superiore a quella importata”.

“Con sempre maggiore determinazione l’Italia persegue l’attuazione di una concreta strategia di transizione energetica puntando ai molteplici obiettivi di tutela dell’ambiente, indipendenza energetica e accessibilità dei costi delle risorse. Il protocollo d’intesa con Federbeton – ha sottolineato il Presidente di Corepla Giorgio Quagliuolo – si inserisce in questo solco, consentendo a un importante settore industriale come quello del cemento di elevare il grado di sostenibilità produttiva della filiera e, contestualmente, di valorizzare al massimo i combustibili solidi secondari da rifiuti (CSS) che il nostro sistema può mettere a disposizione. Non è scontato ricordare come, a nostro avviso, i benefici ambientali derivanti dall’impiego di CSS siano legati a fattori importanti come la sostanziale attenuazione delle emissioni di CO2 e il minor consumo di combustibili fossili. Si tratta, di fatto, di applicazioni che si allineano agli obiettivi di sviluppo sostenibile e di decarbonizzazione stabiliti dalle direttive europee e, soprattutto, di una risposta efficace e misurabile alla sfida imprescindibile posta dalla lotta ai cambiamenti climatici”.

Il settore del cemento, spiega Corepla, “è fortemente impegnato nella sfida per la decarbonizzazione. La strategia condivisa dalle imprese della filiera prevede diverse azioni che, in tempi diversi, contribuiranno al raggiungimento della carbon neutrality al 2050. L’utilizzo del CSS, combustibile alternativo derivato dai rifiuti attualmente non riciclabili come il Plasmix, rappresenta una delle leve immediatamente implementabili. Il tasso di sostituzione calorica con combustibili alternativi nelle cementerie in Italia è fermo al 22%, ben lontano dalla media europea (52%). Da un punto di vista tecnologico, gli impianti italiani sono già attrezzati per raggiungere un livello analogo, ma persistono ostacoli burocratici e culturali che non permettono di esprimere le reali potenzialità del settore. Secondo la stima elaborata dal Laboratorio REF Ricerche, un tasso di sostituzione calorica del 66% in Italia porterebbe al taglio di 6,8 mln di tonnellate di CO2 emesse in atmosfera con benefici immediati per ambiente e industria“. 

Il protocollo d’intesa

Firmando il protocollo di intesa, Corepla e Federbeton hanno individuato alcuni campi d’azione e aree di interesse su cui sviluppare la partnership:

  • studi e analisi del contesto di settore a livello nazionale e regionale;
  • politiche per incentivare i processi che possono contribuire a massimizzare il recupero delle plastiche miste, tra i quali rientrano anche i processi di trattamento che portano alla produzione del CSS;
  • iniziative per rendere omogenea sul territorio l’applicazione delle semplificazioni autorizzative che rendono l’utilizzo di CSS-Combustibile equiparabile a quello degli altri combustibili “tradizionali”;
  • informazione e comunicazione per promuovere il dialogo con le comunità locali e l’opinione pubblica nazionale, per una condivisione sempre più consapevole delle scelte.