Guerra e aiuti umanitari sostenibili: attiviamo treni e linee ferroviarie come ha fatto la Germania

Riflessione sulla efficienza e sostenibilità degli aiuti. Perchè trasportare cibo dall'Italia per 1700 chilometri con i prezzi del carburante alle stelle, quando il cibo si può acquistare normalmente vicino ai confini ucraini? Comunque sia, per persone e merci, il treno sarebbe meglio. Le linee ferroviarie ci sono, occorre il convoglio. La Germania ha attivato il "corridoio ferroviario" da Berlino al Leopoli

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In un altro precedente articolo abbiamo parlato della sostenibilità degli aiuti umanitari. Su questo tema la novità maggiore viene dalla Germania. La Deutsche Bahn – la compagnia ferroviaria tedesca – ha istituito un corridoio ferroviario per portare vari beni umanitari fin dentro l’Ucraina. Infatti la linea ferroviaria esiste con Leopoli. Il primo treno di questo “ponte ferroviario” ha portato decine di vagoni container tra l’11 e il 12 marzo. L’iniziativa ha reso evidente le potenzialità delle linee ferroviarie, anche nel caso non fosse più possibile o sicuro l’ingresso in territorio ucraino. (Del resto si era tanto parlato dei grandi corridoi ferroviari europei…)

Contemporaneamente, anche se continuano a proliferare le piccole o medie iniziative di pulmini e furgoncini che partono con beni di prima necessità raccolti in Italia, le organizzazioni umanitarie  e le ong puntano sempre di più a chiedere sottoscrizioni in denaro, da utilizzare in una logistica più prossima ai confini e ai profughi. Il cibo si può comprare anche in Polonia o Romania. Anche il Sermig di Torino, un punto di raccolta fortissimo dove sono confluite offerte di ogni genere e da cui sono partiti 17 tir alla volta del confine rumeno, ha chiesto di non portare più beni di prima necessità, in particolare vestiti, e di fare piuttosto offerte in denaro che consentono di soddisfare richieste più specifiche. 

Resta il tema del trasporto dei profughi che vogliono venire in Italia o che saranno invitati a farlo. Anche in questo caso bisogna ricordare che la Polonia è un paese funzionante, provvisto di treni e bus (accantoniamo il tema degli aerei). Se si prevede che siano migliaia quelli che verrebbero/verranno in Italia potrebbe essere umano ed efficiente istituire una linea ferroviaria diretta. Già ora si può arrivare in treno a Milano da Jaroslaw, ma con quattro cambi e con alti costi di biglietto. Una linea ferroviaria da quelle zone al Norditalia farebbe tappa anche a Vienna e potrebbe essere efficace sia per le merci che per i passeggeri. 

Mentre stiamo finendo di scrivere queste righe, ci imbattiamo nel primo comunicato che denota un inizio di attenzione italiana alla ferrovia per gli aiuti.

https://www.fsnews.it/it/focus-on/corporate/ucraina-solidarieta-fs-italiane-cer-ferrovie-europee.html