Il futuro ecologico nel XXI secolo, un tema da non sottovalutare per il nostro futuro

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La sfida ecologica non è più solamente un problema di un singolo Paese, il futuro stesso del genere umano potrebbe essere incontrovertibilmente compromesso.

L’umanità intera, fin dalla sua comparsa, si è dovuta confrontare con un’incredibile successione di eventi di varia natura. Tuttavia, è innegabile come il futuro ecologico nel XXI secolo, sia assolutamente un tema da non sottovalutare per assicurare il nostro futuro sulla terra. Un argomento che è molto sentito anche in ambienti apparentemente così lontani come lo può essere quello del casinòonline.

Eppure, ancora oggi, tanto vi è ancora da fare, nonostante che, ad esempio, già nel novembre del 2017 ben 15.000 scienziati in rappresentanza di 184 Paesi, abbiamo lanciato un forte grido da’allarme. Mai, come oggi, dal “sarà troppo tardi”, è facile passare a “ormai è troppo tardi”. Infatti, a quanto pare, pur essendovi costantemente accorati richiami e grida di allerta sul reale stato del pianeta da parte del mondo della scienza, un’ampia fetta della classe politica, industriale ed economica, fa orecchie da mercante, come se la questione, in fondo, non riguardasse anche loro e i loro figli.

Le relazioni che si sono andante ad instaurare tra natura e uomo sono state, in gran parte compromesse, ma, seppure vi siano in atto profonde variazioni economiche, sarebbe un tragico errore sottovalutare l’importanza della creazione di uno sviluppo sostenibile. Senza essere catastrofici è, pur vero, che necessita un rapido e pronto intervento, così come si richiede di trovare i modi e i mezzi per veder radicalmente modificate abitudini di vivere non consoni all’ambiente.

Quindi, nonostante che, in effetti, ogni giorno siano sotto gli occhi di tutti le evidenze della crisi ambientale mondiale, dei cambiamenti climatici in atto, del prossimo collasso della biodiversità, in più parte del mondo si prosegua ad attuare scelte dannose all’ambiente che, in pratica, lasciano indifesi l’intera umanità. Motivo per il quale, una delle principali sfide che questo Ventunesimo Secolo ci lancia, è propriamente correlata all’esigenza primaria di agire e di farlo il più rapidamente possibile.

La sfida ecologica, quindi, non è più solamente un problema di un singolo Paese, ma è dell’intero genere umano. È, perciò, giunto il tempo di lasciar da parte le chiacchiere, i buoni propositi e di passare ai fatti. In altre parole, la crisi ecologica richiede una nuova etica ambientale, la quale dovrà essere intesa come un campo di discussione multidisciplinare, per aprire lo sviluppo di interventi specifici basati sulla scelta dei valori e per fornire ampie riflessioni normative per la società e i decisori.

Erosione, inquinamento, scarsità di risorse, così come cambiamenti climatici e i costanti degradi che colpiscono gli ambienti naturali, quindi, devono essere al centro degli interessi globali proprio per determinare le risposte adeguate per noi stessi e per le generazioni future. In questo contesto, la questione ambientale deve prevedere necessariamente di strumenti e metodi concettuali provenienti da settori disciplinari complementari, per convergere in modo risolutivo a quella che è la risoluzione dell’intera questione.

Quindi, andando a concludere, se in tempi rapidi non si attua una strategia volta alla creazione di reali sinergiche azioni indirizzate a modificare lo stato attuale delle cose, il futuro stesso del genere umano potrebbe essere incontrovertibilmente compromesso.