Imballaggi, nuove critiche alla bozza di Regolamento Ue

Il viceministro delle Imprese e del made in Italy, Valentino Valentini, a proposito della proposta di Regolamento della Commissione Europea sugli imballaggi, dice: "Rischia di penalizzare fortemente le imprese italiane" e "vanificare anni di innovazioni e investimenti". Critiche alla bozza di Regolamento Ue arrivano anche da addetti ai lavori europei, come la European Paper Packaging Alliance (EPPA), associazione dei produttori europei di imballaggi in carta e cellulosa

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“Ci batteremo in ogni sede per garantire agli Stati membri virtuosi, in particolare all’Italia ed alla Spagna, una facoltà di scelta tra sistema del riciclo e del riuso basata sulla capacità di ognuno di perseguire con le proprie peculiarità determinati risultati ambientali”. Così il viceministro delle Imprese e del made in Italy, Valentino Valentini, a Sky tg24 economia parlando della proposta di Regolamento della Commissione Europea sugli imballaggi, che per il vice ministro “rischia di penalizzare fortemente le imprese italiane” e “vanificare anni di innovazioni e investimenti”.

“Il modello italiano di gestione dei rifiuti d’imballaggio, basato sulla raccolta differenziata, rappresenta un’eccellenza nel panorama europeo. Con una percentuale di imballaggi avviati a riciclo che si attesta al 73,3%, l’Italia ha già superato con largo anticipo gli obiettivi fissati dall’Unione Europea per il 2025″, ha aggiunto Valentini contestando l’approccio adottato dalla Commissione europea che “dovrebbe lasciare molto poco spazio agli Stati membri per modifiche o flessibilità applicative“.

Critiche alla bozza di Regolamento Ue arrivano anche da addetti ai lavori europei, come la European Paper Packaging Alliance (EPPA), associazione dei produttori europei di imballaggi in carta e cellulosa, che chiede a Bruxelles di mettere “l’intero ciclo di vita del prodotto al centro della sua visione di un’economia circolare” e di non utilizzare la proposta di regolamento “per bandire soluzioni di imballaggio più sostenibili”.

L’associazione cita un recente studio LCA che sostiene come “gli imballaggi riciclabili a base di carta utilizzati nel settore della consegna e del cibo da asporto offrono significativi vantaggi ambientali rispetto ai sistemi riutilizzabili in 12 ‘categorie di impatto’, tra cui il cambiamento climatico, il consumo di acqua dolce e le risorse esaurimento”.

“I risultati – afferma EPPA – mostrano che il passaggio ad alternative riutilizzabili genererebbe il 48% in più di emissioni di CO2 equivalenti, consumerebbe il 39% in più di acqua dolce e richiederebbe l’82% in più di estrazione di minerali e risorse. Questo perché il trasporto di contenitori per alimenti e bevande ai ristoranti dopo l’uso, insieme al lavaggio e all’asciugatura igienica, consuma molta più energia, acqua e risorse”.

Eric Le Lay, presidente della European Paper Packaging Alliance, ha dichiarato: “La bozza di testo del regolamento trapelata è deludente. Stabilisce obiettivi di riutilizzo irrealistici e discriminatori per i servizi di ristorazione in negozio e da asporto. La Commissione europea dovrebbe abbracciare le prove scientifiche che i contenitori monouso a base di carta non solo sono molto più pratici per i servizi di consegna di cibo e i loro clienti, migliorando l’igiene e la praticità, ma semplicemente funzionano meglio su metriche ambientali chiave. È imperativo che un’adeguata analisi del ciclo di vita si rifletta nel testo della proposta di regolamento dell’Ue”.