Inceneritore di Roma: venti sindaci scrivono a Gualtieri per contestare il progetto

L'annunciato impianto ha sollevato da tempo le proteste di numerosi amministratori locali dei comuni limitrofi alla zona individuata per l'opera. L'ultima presa di posizione ufficiale è contenuta in una lettera firmata da venti sindaci dell'area sud della provincia di Roma, dei Castelli Romani, del litorale e del pontino, indirizzata a Gualtieri e al presidente vicario della Regione Lazio, Daniele Leodori, per chiedere "un incontro urgente, per rappresentare dettagliatamente le forti preoccupazioni, cercando soluzioni praticabili per tutti"

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Santa Palomba, agenzianova.com

Secondo gli annunci di Roberto Gualtieri, sindaco di Roma ma soprattutto commissario straordinario per il Giubileo, l’inceneritore della Capitale dovrebbe entrare in funzione nell’estate del 2026. La posa della prima pietra è prevista nel 2024. Smaltirà 600 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati l’anno e sarà collocato in un’area nel quadrante di Santa Palomba, nel Municipio IX di Roma. Il progetto ha sollevato da tempo le proteste di numerosi amministratori locali dei comuni confinanti con il futuro impianto. L’ultima presa di posizione ufficiale è contenuta in una lettera firmata da venti sindaci dell’area sud della provincia di Roma, dei Castelli Romani, del litorale e del pontino, indirizzata a Gualtieri e al presidente vicario della Regione Lazio, Daniele Leodori, per chiedere “un incontro urgente, per rappresentare dettagliatamente le forti preoccupazioni, cercando soluzioni praticabili per tutti”.

“Il piano dei rifiuti di Roma Capitale – scrivono i primi cittadini -, sebbene atteso da molti come strumento necessario per risolvere l’annoso problema, ha creato enormi preoccupazioni in tutti i nostri territori, in particolar modo nell’ubicazione del sito e nella inevitabile volontà di non rispettare le indicazioni europee sul raggiungimento della raccolta differenziata nella Capitale, che oggi si aggira sotto al 45 per cento, al contrario delle attività svolte nei nostri territori che, con la preziosa collaborazione dei cittadini, ha superato la soglia del 65 per cento richiesta, arrivando addirittura, in alcuni casi, a oltre l’80 per cento. Queste e altre perplessità – sottolineano -, sono state ampiamente rappresentate mediante puntuali osservazioni, durante la procedura di Valutazione ambientale strategica (Vas) ma, in maniera poco qualificante, non sono state minimamente prese in considerazione e valutate né nella fase istruttoria, né nell’atto finale”.  

Secondo i venti sindaci il futuro impianto di smaltimento rifiuti “pur dichiarando nelle premesse la completa adesione agli obiettivi del Piano nazionale di gestione rifiuti (Pnrr) non declina nei fatti, azioni coerenti a quanto dichiarato, riportando indietro nel tempo”. L’inceneritore, inoltre, “è completamente assente di qualsiasi concreta strategia volta a ottenere la riduzione dei rifiuti all’origine, così come non risultano previsti investimenti su centri per la preparazione al riutilizzo della materia prima, seconda e centri di riuso”. In particolare modo “risulta carente la strategia di gestione della frazione umida” e “grande preoccupazione è rivolta al transito veicolare, con l’appesantimento del passaggio di un ingente numero di mezzi pesanti che dovranno percorrere una strada già fortemente compromessa dal notevole traffico e dalla scarsissima tenuta del sedime stradale”. 

I firmatari della lettera sono i sindaci di Albano Laziale, Aprilia, Ardea, Ariccia, Castelgandolfo, Ciampino, Colonna, Frascati, Genzano di Roma, Grottaferrata, Lanuvio, Lariano, Marino, Montecompatri, Monte Porzio Catone, Nemi, Rocca Priora, San Cesarei, Velletri, Zagarolo.