La memoria del Consorzio Italiano Compostatori sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Riceviamo e pubblichiamo il documento del consorzio che contiene "alcune azioni e investimenti che il settore dei rifiuti organici avverte particolarmente urgenti per concretizzare la transizione ecologica invocata, in particolare per rispondere al tema dell’efficienza delle risorse, in linea con i principi delineati dal PNRR"

Riceviamo e pubblichiamo la memoria del Consorzio Italiano Compostatori che contiene “alcune azioni e investimenti che il settore dei rifiuti organici avverte particolarmente urgenti per concretizzare la transizione ecologica invocata, in particolare per rispondere al tema dell’efficienza delle risorse, in linea con i principi delineati dal PNRR”.

Di seguito le proposte estrapolate:

Proposte
Proponiamo di seguito, in linea con i principi delineati dal PNRR, alcune azioni e investimenti che il settore dei rifiuti organici avverte particolarmente urgenti per concretizzare la transizione ecologica invocata, in particolare per rispondere al tema dell’efficienza delle risorse.

Implementare la qualità della raccolta differenziata
L’efficienza delle risorse parte dalla realizzazione di raccolte differenziate di qualità; la presenza di contaminazioni tra filiere diverse genera pesanti ripercussioni nella fase di riciclo dell’organico, con implicazioni energetiche e di perdita di risorse riciclabili; si pensi infatti che, in un ciclo produttivo, per rimuovere 1 tonnellata di frazioni estranee presenti nei rifiuti organici, si generano mediamente quasi 3 tonnellate di scarti, per la maggior parte costituiti purtroppo da scarti verdi o di cucine e mense.

AZIONI PROPOSTE

  • estendere su tutto il territorio nazionale la raccolta differenziata del rifiuto organico mediante azioni di sostegno alla promozione di questo tipo di raccolta in territori ancora non raggiunti da tale servizio;
  • destinare a recupero di materia tutti i rifiuti organici, compresi i rifiuti vegetali di parchi e giardini, adottando misure di incentivazione alla promozione del compostaggio e dei processi integrati anaerobici-aerobici; relativamente ai rifiuti vegetali di parchi e giardini, è importante sottolineare ancora una volta la funzione di igienizzazione e rimozione di agenti fitopatogeni svolta dal
    compostaggio;
  • istituire un tavolo per la sorveglianza dell’effettiva attivazione, entro il 31/12/2021, delle raccolte differenziate dei rifiuti organici su tutto il territorio ancora non coperto dal servizio;
  • sollecitare l’emanazione del decreto ministeriale previsto dall’art. 182-ter c. 7 del D.lgs 152/06 attraverso il quale “il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare stabilisce livelli di qualità per la raccolta differenziata dei rifiuti organici e individua precisi criteri da applicare ai controlli di qualità delle raccolte, nonché degli impianti di riciclaggio di predetti rifiuti”;
  • potenziare la comunicazione ai cittadini relativa alle corrette modalità di effettuazione della raccolta differenziata, con campagne promosse anche dal Ministero per la transizione ecologica;
  • attivare un servizio di monitoraggio della qualità delle raccolte differenziate e politiche di riduzione delle impurità mediante campagne e interventi sia sul territorio che a livello impiantistico;
  • premiare, mediante azioni incentivanti, l’eco-design di manufatti compatibili con la filiera del riciclo organico (per esempio rifiuti, anche da imballaggi, compostabili dotati di schemi di certificazione, identificazione certa, tracciabilità nell’intera filiera, ecc.) e penalizzare manufatti non compatibili con il riciclo organico (ossia non aventi analoghe proprietà di biodegradabilità e compostabilità rispetto ai rifiuti organici, così come stabilito dall’art. 182-ter c. 6 del D.lgs 152/06);
  • generare, a livello centrale e periferico, efficaci piani di comunicazione che possano promuovere l’utilizzo dei prodotti del riciclo organico mediante una corretta informazione agli utilizzatori, valorizzando anche la certificazione delle filiere produttive.

Riciclo efficiente dei rifiuti organici
Gli impianti di compostaggio e quelli integrati di digestione anaerobica e compostaggio devono essere sempre più tecnologici e protettivi dell’ambiente. A fronte di questa premessa, registriamo invece che il parco impiantistico attuale è:
o distribuito in modo disomogeneo sul territorio nazionale
o da rinnovare in molti impianti operativi

Sul primo aspetto, noto e già rimarcato nel PNRR, sottolineiamo l’asimmetria di distribuzione dell’impiantistica, sovrabbondante nel Centro-Nord e largamente insufficiente al Sud; ciò comporta ingenti costi ambientali ed economici per assicurare l’effettivo avvio a riciclaggio di rifiuti organici raccolti nei territori sprovvisti della necessaria impiantistica, spesso facendo viaggiare i rifiuti per centinaia di chilometri. Le cause della mancanza di infrastrutturazione sono state ampiamente discusse, e fanno riferimento principalmente alla diffidenza dei territori nei confronti della capacità di essere adeguatamente tutelati dalla politica che li rappresenta, nascondendosi poi, in base alla situazione, dietro sterili polemiche sulle scelte impiantistiche o localizzative, e paventando ripercussioni sui trasporti locali e sulla salute che si dimostrano infondati in tutte le aree dove esistono impianti operativi.

Il completamento del sistema impiantistico, inoltre, intercetta anche un altro degli assi del PNRR, ossia quello dell’inclusione sociale: fare impianti di compostaggio e digestione anaerobica al Sud porta infatti crescita, occupazione e reddito in quelle regioni.
Per quanto riguarda invece il tema del revamping degli impianti esistenti, ricordiamo che il sistema impiantistico deve fare fronte:
 all’evoluzione della normativa (per esempio il nuovo regolamento (UE) 1009/2019 sui fertilizzanti, le nuove BAT europee per gli impianti in Autorizzazione Integrata Ambientale),
 alle esigenze del territorio (progressivo integrale incapsulamento degli impianti per azzerare le problematiche odorigene),

 all’evoluzione della composizione dei rifiuti organici (crescita della presenza dei manufatti in carta e plastica compostabili stimata in circa 200.000 t/anno tra bioplastica flessibile e rigida sul
mercato nei prossimi anni),
 all’innovazione scientifica e tecnologica che ogni giorno propone nuove sfide e nuovi presidi ambientali, nuovi processi e nuovi prodotti


AZIONI PROPOSTE
a) prevedere forme di finanziamento agevolato (cofinanziamento in toto o in parte) per la realizzazione di impianti in aree dove esiste una effettiva carenza impiantistica;
b) prevedere forme di finanziamento agevolato (cofinanziamento in toto o in parte) per il revamping di impianti esistenti a seguito dell’innovazione tecnologica o delle esigenze imposte dall’evoluzione della normativa;
c) “accelerare (Riprendendo l’impegno assunto nel PNRR) i procedimenti autorizzativi degli impianti”; assecondando la necessità di trasparenza e partecipazione costruttiva dei territori, auspichiamo un piano per l’adozione di iter autorizzativi rigorosi nella valutazione dei progetti, efficaci nella condivisione degli stessi con i territori e nel recepimento delle critiche o delle richieste di
chiarimento, ma autonomi e rapidi nelle valutazioni.

La valorizzazione dei prodotti del riciclo organico dotati di sistema di Assicurazione della Qualità
Fertilizzanti organici derivati dalla trasformazione biologica di rifiuti a matrice organica
La chiusura del ciclo dei rifiuti organici si compie solo con l’effettiva collocazione degli Ammendanti Organici prodotti dal loro riciclo (Riciclo di Materia); la collocazione delle oltre 2 Mt di ammendante compostato generate dalla trasformazione dei rifiuti organici si sposa tra l’altro con altri due temi fondamentali per la transizione ecologica del paese: il mantenimento (o ricostituzione) della fertilità dei suoli e la lotta ai cambiamenti climatici.
Gli interventi locali (l’art. 182-ter c.5 del D.lgs 152 prevede che le regioni incentivino la produzione e l’utilizzo del compost) non hanno mai visto concretizzarsi tali impegni.

AZIONI PROPOSTE
a) prevedere un intervento statale per finanziare attivamente (mediante la concessione di contributi diretti, sotto forma di credito d’imposta o in altre forme) politiche per il reintegro della sostanza organica nel suolo mediante l’utilizzo degli ammendanti compostati derivanti dal riciclo dei rifiuti organici prodotti in accordo ad adeguati sistemi di garanzia e di assicurazione della qualità.
b) sviluppare politiche attive per far funzionare lo strumento del GPP che dal 2009 comprende tra i suoi potenziali “acquisti verdi” anche il compost di qualità; purtroppo, le opere pubbliche (dalle grandi infrastrutture alle singole sistemazioni a verde dei comuni) che sono state da allora cantierizzate, non hanno mai percorso iniziative virtuose in tal senso.
c) Stimolare mediante credi d’imposta l’utilizzo di ammendanti compostati prodotti dal riciclo dei rifiuti organici in sostituzione di torbe e terricci torbosi che rappresentano materiali organici d’importazione e di estrazione; creazione di substrati peat-free (“zero torba”) per opere pubbliche, paesaggistica, impiego in ambito urbano, ecc.;
d) Prevedere forme di finanziamento per la valorizzazione dei prodotti del riciclo organico (meccanizzazione della distribuzione, pellettizzazione, essiccazione, confezionamento, ecc.) anche stimolando formule come il contoterzismo agricolo.

Biometano
Alcune aziende operanti nel settore del riciclo dei rifiuti organici hanno avviato la fase di upgrading del biogas a biometano a partire dal 2018; infatti, le risorse necessarie a consentire questa evoluzione impiantistica sono state messe a disposizione in attuazione del decreto del Ministro dello Sviluppo Economico 2 marzo 2018, che però prevede che possano usufruire degli incentivi gli impianti di produzione di biometano che entrano in esercizio o sono riconvertiti entro il 31 dicembre 2022. In attesa di una proroga del citato decreto e delle condizioni in esso contenute, si osserva che sia la realizzazione di nuovi impianti sia la riconversione di impianti a esistenti hanno incontrato una serie di difficoltà che hanno pesantemente rallentato gli iter autorizzativi, le procedure di gara e le attività cantieristiche. Utilitalia e Elettricità Futura hanno condotto una rapida ricognizione dei progetti di nuova realizzazione o di riconversione di impianti esistenti presso le rispettive aziende associate, al fine di valutare quante iniziative avrebbero una bassa probabilità di concretizzarsi senza un prolungamento dell’efficacia del DM 2 maro 2018. La ricognizione ha censito ben 29 installazioni (27 delle quali prevedono la produzione di biometano da FORSU frazione organica dei rifiuti urbani e 2 da fanghi di depurazione delle acque reflue urbane), per un potenziale di produzione di biometano complessivo di 148.397.983 Sm3/anno e investimenti pari a oltre 1,6 miliardi di €, la cui possibilità di concreta realizzazione è condizionata ad una proroga dei termini di almeno 3 anni.