Milano Green Circle 90/91, prosegue la ‘rigenerazione ecologica’ in città

In occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, si accendono i riflettori sulla Milano Green Circle 90/91, il progetto di rigenerazione ecologica della circonvallazione di Milano, promosso dal Comune di Milano, realizzato da Forestami con il sostegno del Gruppo Armani.Nel 2025 sono già stati realizzati oltre 1.730 metri lineari e messi a dimora 4.300 arbusti e 1.300 perenni lungo la circonvallazione

In occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, si accendono i riflettori sulla Milano Green Circle 90/91, il progetto di rigenerazione ecologica della circonvallazione di Milano, promosso dal Comune di Milano, realizzato da Forestami con il sostegno del Gruppo Armani.

Milano Green Circle 90/91 nasce con l’obiettivo di trasformare il sistema dei viali della circonvallazione in una vera infrastruttura verde urbana, capace di migliorare qualità dell’aria, resilienza climatica, biodiversità e qualità dello spazio pubblico, accompagnando al tempo stesso la transizione verso una mobilità sempre più sostenibile. L’intervento si inserisce nel più ampio percorso di Forestami, progetto promosso, tra gli altri, da Comune di Milano, Città metropolitana di Milano e Regione Lombardia, che punta ad aumentare la copertura arborea dell’area metropolitana e rafforzare la continuità ecologica urbana, contribuendo a contrastare il fenomeno delle isole di calore e al miglioramento della vivibilità in città.

Gli interventi della Milano Green Circle 90/91 già realizzati nel 2025 hanno interessato in particolare viale Bezzi, viale Misurata e via Ranzoni, nella zona ovest della città. Sono stati messi a dimora circa 4.300 arbusti e 1.300 specie erbacee perenni su oltre 1.730 metri lineari seguendo una piantagione differenziata concepita in relazione all’esposizione, alla morfologia urbana, alla disponibilità idrica e alla presenza del patrimonio arboreo esistente. Per favorire il miglior attecchimento possibile della vegetazione, si è scelto di piantare giovani esemplari, una soluzione tecnica necessaria per rispettare le prescrizioni del Comune di Milano relative agli scavi in prossimità degli apparati radicali esistenti.

Il progetto 2026 riguarderà in particolare le tratte di viale Sondrio e viale Tonale, considerate tra le più complesse dal punto di vista microclimatico e morfologico. Qui le condizioni di forte esposizione solare, l’elevata temperatura estiva e la scarsità di acqua disponibile hanno orientato la selezione verso specie altamente resilienti ai cambiamenti climatici.

Tra le specie arbustive previste per i viali Sondrio-Tonale figurano camedrio, salvione giallo, abelia grandiflora ed elicriso, varietà prevalentemente sempreverdi o semisempreverdi capaci di adattarsi a condizioni urbane estreme. Per la componente arborea saranno invece introdotti l’acero di Montpellier e il biancospino, selezionati per la loro resistenza climatica e compatibilità con gli spazi ridotti dei viali. Le nuove piantagioni saranno integrate tra gli alberi esistenti, evitando interferenze con le radici e mantenendo la funzionalità della carreggiata e delle corsie preferenziali.

Si stima la presenza di circa 110 specie diverse di insetti nelle aree a sfalcio ridotto della città e che nelle zone verdi ci sia stato negli ultimi anni un incremento del 58% delle specie di farfalle diurne. Anche gli uccelli come balestrucci e cardellini tornano a vivere in città trovando rifugio nei corridoi ecologici urbani.

“Il progetto interpreta la biodiversità urbana come costruzione di ecosistemi urbani multifunzionali – spiega Laura Gatti, agronoma e paesaggista che ha curato la progettazione degli interventi –.Le linee guida progettuali prevedono infatti sistemi di raccolta delle acque meteoriche, specie mellifere per gli impollinatori, vegetazione capace di intercettare polveri sottili e strategie per il miglioramento della qualità dei suoli e del comfort climatico urbano. Le città del futuro non possono essere soltanto infrastrutture, devono diventare ecosistemi”.

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