Milano, sabato 7 febbraio corteo nazionale contro le Olimpiadi

Il Comitato insostenibili Olimpiadi (Cio) ha organizzato per i giorni di avvio dei Giochi invernali di Milano Cortina diverse azioni diffuse di protesta per denunciare l'impatto ambientale, economico e sociale e le discutibili sponsorizzazioni delle Olimpiadi. Le manifestazioni di protesta culmineranno con il corteo nazionale indetto per sabato 7 febbraio, a cui aderiranno anche diverse associazioni ambientaliste

Olimpiadi

A Milano l’inizio delle Olimpiadi, previsto per il 6 febbraio, sarà accompagnato da azioni diffuse di protesta. Il Comitato insostenibili Olimpiadi (Cio) ha organizzato diversi momenti di contestazione sia all’arrivo della fiaccola olimpica a Milano (5 febbraio) che nei giorni successivi. La data più importante è quella del corteo nazionale di sabato 7 febbraio: sono già oltre 70 le realtà che hanno aderito alla manifestazione, ma l’elenco è in continuo aggiornamento. Tra queste anche diverse associazioni ambientaliste.

Il corteo partirà alle 15 da piazza Medaglie d’oro, a Porta Romana, e ha come obiettivo la denuncia dell’impatto ambientale, economico e sociale dei Giochi invernali di Milano Cortina. “Tutti in piazza contro le nocività olimpiche – si legge sui social del Cio -: chiamiamo per il 7 febbraio una manifestazione nazionale, che sia piazza popolare e dell’opposizione sociale, delle realtà dello sport popolare e di base, dei movimenti civici e ambientalisti, di comitati territoriali e collettivi studenteschi, delle reti di lotta per il diritto all’abitare e del sindacalismo conflittuale, dei movimenti scesi al fianco del popolo palestinese e della Global Sumud Flotilla, degli spazi sociali autogestiti, delle reti che si oppongono alla deriva securitaria del Dl 1660 e al razzismo di Stato sui corpi di migranti e persone razzializzate, della rabbia transfemminista contro il patriarcato sociale e istituzionale”.

Alla manifestazione anche le associazioni ambientaliste

Il 7 febbraio scenderanno in piazza anche diverse realtà ambientaliste, come Greenpeace Italia: martedì 3 febbraio l’associazione ha denunciato le responsabilità ambientali delle aziende inquinanti sponsor dei Giochi, come Eni e Leonardo, scrivendo una lettera aperta al Cio. Greenpeace chiede la rinuncia del Cio a queste sponsorizzazioni per “tenere fede ai valori olimpici del rispetto per le persone e l’ambiente”.

Anche l’Associazione Proletari escursionisti (Ape) parteciperà all’evento: “Questi Giochi drenano almeno sette miliardi di risorse per lo più pubbliche ai bisogni dei territori alpini e pedemontani coinvolti e mortificano l’intero arco sud delle Alpi all’insegna di un’esperienza turistica poco accessibile, disinteressata allo sport di base e del tutto inadeguata ai cambiamenti che la crisi climatica ci impone”.

L’associazione sta organizzando un’azione simbolica per il corteo: portare in piazza i 500 larici abbattuti a Cortina per la pista da bob, insieme a vecchi sci, slittini, bob, tute e occhiali da sci. “Centinaia di alberi, alcuni con oltre 200 anni di vita, sopravvissuti a due guerre mondiali e alla tempesta Vaia, – scrive Ape – sono stati sacrificati per 90 secondi di gara sulla pista da bob. Una colata di cemento da 124 milioni di euro che sarà utilizzata da una manciata di atleti, per poi essere probabilmente abbandonata come il trampolino di Cesana di Torino 2006”.

Hanno aderito alla manifestazione anche Arci Riuso, il movimento No Pfas Veneto e il Comitato milanese AcquaPubblica.

Le azioni previste per i giorni di avvio delle Olimpiadi

Si comincia giovedì 5 febbraio, giornata di arrivo della fiaccola olimpica a Milano, con la contestazione “Mostriamo a Israele il cartellino rosso“. L’appuntamento è previsto alle ore 18 all’Università Statale, in via Festa del Perdono, per denunciare la presenza di Israele nella manifestazione olimpica e i suoi sponsor complici del genocidio: “Non vogliamo atleti e squadre battenti bandiere genocide, né nei giorni delle Olimpiadi né mai”, scrive il Cio.

Le proteste continueranno venerdì 6 febbraio alle ore 18 con la Fiaccolata antiolimpica e la Parata popolare di quartiere San Siro. Il percorso del corteo, che si svolgerà in prossimità della cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi, partirà da via Mar Ionio e attraverserà tutto il quartiere di San Siro, per poi concludersi in piazza Selinunte. Anche lo sport popolare prenderà parte alla parata sfilando in tuta.

Dal 6 all’8 febbraio andranno poi in scena i giochi popolari “Utopiadi” e sarà organizzata una Temporary Autonomous Zone (Taz), un’occupazione temporanea. La programmazione celebra la pluralità dei corpi e lo sport come pratica di resistenza e partecipazione collettiva. Si parte la mattina di sabato 7 con lo Spazio bimbi e gli allenamenti aperti di tessuti, judo e boxe. Le attività si interromperanno temporaneamente per il corteo del 7 febbraio, per poi riprendere domenica 8 dalle 10 alle 17 con allenamenti aperti di teatro, danza, yoga, capoeira, pole dance, danza acrobatica, danza aerea, sambo combat, un torneo di calcio misto e il gala di boxe intervallato da esibizioni di sambo.

Vorrebbero presentarci le Olimpiadi come ‘grande opportunità’ per Milano e l’Italia mentre – spiega sui social il Cio – noi sappiamo che lo sarà solo per fondi immobiliari e speculativi, costruttori privati, padroni e padroncini dell’economia stagionale ad alto sfruttamento di eventi e turistificazione. Non lo sarà invece per noi, abitanti di quartieri popolari e del ceto medio-basso precario, comunità montane e delle valli alpine, giovani e giovanissimi a cui è negata la possibilità di accedere a strutture pubbliche per lo sport di base, lavoratrici e lavoratori di sanità, trasporti, sport e settori alberghiero e della ristorazione e tutti coloro che non possono più permettersi affitti inaccessibili e non ricevono assegnazione di case popolari lasciate vuote o svendute”.

“Saremo proprio noi – conclude il Cio – a ritrovarci in contemporanea all’inizio dei Giochi olimpici, per tenere aperta la partita quando la febbre olimpica sarà passata, ma le sue conseguenze più negative no, e starà a noi impedire che si realizzino. Le nostre vite non sono in gioco“.

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