Mobilità sostenibile, l’assemblea capitolina approva il Pums di Roma

Il piano urbano della mobilità sostenibile prevede il prolungamento delle tre linee della metro, il potenziamento delle linee tranviarie. L’assessore Patanè: “La città dovrà affrontare una rivoluzione del ferro”

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L’assemblea capitolina ha approvato il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (Pums), un progetto strategico che orienta la mobilità in senso sostenibile con un orizzonte temporale di breve, medio e lungo periodo. Il Piano, avviato dall’ex Giunta comunale guidata da Virginia Raggi, è stato sottoposto a una serie di verifiche e integrazioni.

“Il Pums è il programma sulla mobilità dei prossimi 10 anni – ha commentato l’assessore alla mobilità Eugenio Patanè – basato su infrastrutture su ferro molto importanti, che sono la spina dorsale di tutto il sistema della mobilità, in particolare le linee metropolitane: i prolungamenti della metro A, oltre Battistini verso Torrevecchia da un lato e verso Monte Mario dall’altro, e della B, che dovrà proseguire oltre Rebibbia fino a Casal Monastero. Poi la prosecuzione della metro C con le tratte T1 e T2, e C2 nello scenario tendenziale, e poi la linea D”.

Il nuovo piano coinvolge l’intero sistema di trasporti della città. “La rivoluzione del ferro, che come città dovremo affrontare – continua Patanè – si deve fondare oltre che sulle metropolitane anche sulle linee tranviarie, a cominciare dalle quattro commissariate: la Termini-Vaticano Aurelio, la linea sulla Togliatti, la Termini-Giardinetti-Tor Vergata e la linea di congiungimento tra piazzale del Verano e la stazione Termini. Accanto abbiamo altre sette linee tranviarie, già in progettazione di fattibilità tecnico economica, che disegneranno da qui al 2030 una città con 17 linee tram. L’approvazione di questo documento segna un giro di boa importante nella pianificazione della città che ci consentirà di apportare modifiche di dettaglio nella revisione del Pgtu e perché ci consentirà di partecipare alla redazione del Pums di area metropolitana, nell’ottica di una visione di area vasta quanto mai utile per governare in modo moderno le politiche di mobilità”.