Economia circolare, la strada di Monaco di Baviera per diventare una città certificata “Rifiuti Zero”

I centri urbani e la loro gestione dei rifiuti rivestono un ruolo fondamentale nell'affrontare la crisi climatica in atto. Una città che ha sicuramente capito l'importanza di questo rapporto è Monaco di Baviera, che da qualche tempo ha imboccato una strada molto precisa verso "rifiuti zero" e che ambisce ad ottenere la certificazione Zero Waste City. Ecco come sta lavorando il capoluogo bavarese sull'economia circolare

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Monaco

Qualche giorno fa su Eco dalle Città avevamo intervistato alcuni esponenti di Zero Waste Europe, sul ruolo che le città e la loro gestione dei rifiuti rivestono nell’affrontare la crisi climatica in atto. Una città che ha sicuramente capito l’importanza di questo rapporto è Monaco di Baviera, che da qualche tempo ha imboccato una strada molto precisa verso “rifiuti zero” e che ambisce ad ottenere la certificazione Zero Waste City. Con l’aiuto dell’articolo pubblicato su missionzeroacademy.eu, vediamo nel dettaglio come sta lavorando il capoluogo bavarese sull’economia circolare.

Il progetto della città tedesca si basa sulla concezione che l’obiettivo “zero waste” dev’essere sviluppato in stretta collaborazione con tutti i dipartimenti, le istituzioni, le organizzazioni e i cittadini. Il fine principale è quello di preservare le maggiori risorse disponibili, ad esempio attraverso il consumo responsabile, la produzione sostenibile, il riutilizzo e il riciclo di prodotti e materiali, per fare in modo di consumare meno energia e risorse e produrre meno emissioni di gas serra.

Nel concreto, il consiglio comunale ha incaricato la società di igiene urbana, la Abfallwirtschaftsbetrieb München (AWM), di sviluppare i primi passi. A sua volta AWN si è rivolta ad alcuni enti tra cui Wupperal Insitute, Rehab Republic, Stakeholder Reporting e Prognos, per un piano d’azione che dovrebbe essere completato entro la primavera del 2022 e che contiene molte buone pratiche e idee innovative. Il progetto è suddiviso in cinque punti principali:

  • analisi dello status quo del settore dei rifiuti urbani (già completata)
  • partecipazione degli stakeholder della comunità (in corso)
  • sviluppo di un catalogo con obiettivi e misure
  • costruzione di scenari e di previsione
  • presentazione pubblica del concetto di rifiuti zero

Status quo del settore rifiuti

Nel 2019, la quantità di rifiuti solidi urbani (RSU) a Monaco è stata di 719.477 tonnellate, pari a 454 kg pro capite. Cinque le categorie principali: Rifiuti residui (rifiuti generici provenienti da famiglie e aziende non differenziati); riciclabili domestici; altri rifiuti riciclabili; altri rifiuti (commerciali/edili); rifiuti ingombranti.

I rifiuti residui costituiscono la maggior quantità di RSU (42%), seguiti dai riciclabili domestici con il 35%. Il tasso di riciclo totale di Monaco per il 2019 è stato del 53%, al di sotto del totale bavarese che si attesta sul 67,3%, secondo il metodo di calcolo utilizzato in Baviera. Pertanto, uno degli obiettivi del concetto di rifiuti zero della città è mostrare come è possibile ridurre questo flusso di rifiuti.

Inoltre, Monaco di Baviera ha effettuato analisi sui rifiuti residui nel 2007 e 2016, con risultati che mostrano che oltre il 70% dei suoi rifiuti residui è costituito da materiali riciclabili, mentre la frazione più grande di rifiuti residui in termini di volume è costituita da rifiuti organici. Ciò dimostra ulteriormente che esiste un potenziale significativo e immediato di miglioramento quando si tratta di ridurre i rifiuti residui in città.

Il negozio del centro di riutilizzo Halle2

Attività zero rifiuti esistenti

L’analisi dello status quo ha identificato un totale di 144 attività “rifiuti zero” esistenti a Monaco di Baviera, realizzate sia da parte dell’AWM e della città che da entità della società civile e imprese locali. Queste includono campagne come “Plastica fuori dal cestino dei rifiuti organici”, tavole rotonde con i commercianti, divieti di plastica monouso.

Una delle misure che merita una menzione speciale è il centro di riutilizzo Halle2. Prima di tutto Halle 2 è un negozio di seconda mano gestito dal comune, che rimette in commercio i beni raccolti nei 12 centri di riciclaggio e riparazione cittadini, ma funge anche anche da hub per coinvolgere la comunità e promuovere soluzioni di economia circolare, oltre a creare nuovi posti di lavoro e opportunità di formazione per i residenti. Il centro è diventato una parte vitale della città e un’iniziativa faro delle più ampie attività di prevenzione dei rifiuti attuate dall’ente pubblico.

Partecipazione della comunità

Il coinvolgimento precoce e il dialogo regolare con le principali parti interessate sono una parte fondamentale per diventare una città certificata Zero Waste. Sono stati organizzati diversi workshop per sviluppare idee insieme ai cittadini, ognuno rivolto a diversi settori al fine di sviluppare un concetto comune per l’intera città.

Monaco ha anche creato un comitato consultivo dedicato ai rifiuti zero, composto da stakeholder provenienti da tutta la città, per assistere l’implementazione del concetto zero waste. Nell’ambito delle sue responsabilità principali, il comitato consultivo ospiterà un seminario per definire le priorità e valutare i risultati degli eventi di consultazione delle parti interessate e utilizzarli per creare il catalogo degli obiettivi delle misure previste nella fase 3 di questo processo preparatorio alla certificazione.

Passi decisivi

Il concetto di rifiuti zero di Monaco dovrebbe essere finalizzato entro maggio 2022 e successivamente presentato al Consiglio comunale per un voto. Se approvata dai funzionari della città, Monaco presenterà quindi la sua domanda per diventare una città certificata Zero Waste con la Mission Zero Academy.