Ondata di calore in Italia: analisi, dati e previsioni nelle regioni più colpite

Il Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente ha effettuato un'analisi della situazione, che riporta come le temperature registrino valori diffusamente superiori alle medie climatologiche del periodo, con anomalie positive che in diverse aree superano i +4/+6°C. Si segnalano inoltre valori elevati delle temperature minime, con diffusa presenza di notti tropicali (Tmin ≥ 20°C), e condizioni di disagio bioclimatico accentuate nei contesti urbani

L’Europa e l’Italia stanno attraversando una nuova intensa ondata di calore, inserita in un contesto climatico che negli ultimi anni mostra una crescente frequenza, durata e intensità degli eventi estremi. Le condizioni anticicloniche persistenti, alimentate da masse d’aria calda di origine subtropicale, stanno determinando condizioni di stabilità atmosferica, scarsa ventilazione e forte irraggiamento.

Il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente ha effettuato un’analisi della situazione, ricordando che da lunedì 22 giugno è attivo il 1500, numero di pubblica utilità del Ministero della Salute in sinergia con l’Inail, che offre ascolto e informazioni ai cittadini al fine di mitigare gli effetti delle ondate di calore sulla salute. Il numero è operativo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17.

Snpa riporta che le temperature registrano valori diffusamente superiori alle medie climatologiche del periodo, con anomalie positive che in diverse aree superano i +4/+6°C. Si segnalano inoltre valori elevati delle temperature minime, con diffusa presenza di notti tropicali (Tmin ≥ 20°C), e condizioni di disagio bioclimatico accentuate nei contesti urbani.

Le principali criticità associate includono: aumento dello stress termico sulla popolazione; incremento dei consumi idrici ed energetici; condizioni favorevoli allo sviluppo di incendi boschivi; impatti sugli ecosistemi, in particolare nelle aree alpine e nelle zone già interessate da deficit idrico; possibili peggioramenti della qualità dell’aria, con episodi di accumulo di ozono troposferico.

Ecco la situazione e l’evoluzione dell’evento nelle principali regioni:

Piemonte: ondata di calore iniziata il 17 giugno che finirà i primi giorni di luglio

Il promontorio anticiclonico esteso sull’Europa determinerà sul Piemonte temperature in progressivo aumento, con valori che potranno raggiungere i 38-39°C in pianura tra sabato e domenica. Il fenomeno mantiene valori minimi e massimi di temperatura ben al di sopra delle medie del periodo, con conseguenti notti tropicali (temperatura minima >20°C) che impediscono un recupero psicofisico notturno.

Questa seconda ondata di calore della stagione — dopo quella registrata nell’ultima decade di maggio, iniziata il 17 giugno scorso, è destinata a persistere almeno fino ai primi giorni di luglio.

Nei primi venti giorni del mese, la temperatura media registrata sul Piemonte si è già posizionata al 5° posto tra i mesi di giugno più caldi degli ultimi 70 anni. Le proiezioni indicano che, se le temperature si manterranno sui livelli degli ultimi cinque giorni da qui alla fine del mese, il 2026 supererà i precedenti storici diventando il secondo giugno più caldo, subito dietro al record del 2003 (mentre al momento i record di massimi storici restano legati alle giornate del 28 e 29 giugno 2019).

La notizia completa sul sito di Arpa Piemonte.

Emilia-Romagna: probabilmente l’ondata di calore la più duratura e intensa mai registrata

I valori massimi e minimi registrati in questi giorni (temperature massime intorno ai 37-38 gradi nelle zone di pianura centrale e occidentale, leggermente più basse nelle pianure orientali, temperature minime intorno ai 21-22 gradi in aperta campagna e mai sotto i 25 gradi nelle città) sono eccezionalmente anomali non solo per la fine di giugno ma anche per i mesi centrali dell’estate. Il valore di temperatura medio regionale, usato come indicatore generale dell’anomalia termica in atto, dal 19 giugno scorso risulta superiore ai precedenti record storici giornalieri e la previsione mostra che potrebbe mantenersi tale fino al 1° luglio. Se non ci saranno variazioni nella previsione, questa ondata di calore diventerà la più duratura e intensa mai registrata in regione, con temperature medie regionali superiori ai massimi storici per 13 giorni consecutivi, contro i 9 giorni registrati nel 2003 dal 6 al 14 agosto.

Il perdurare del caldo anomalo porta con sé numerose conseguenze, dalle condizioni di disagio bioclimatico ormai presente da giorni nelle città, alla riduzione delle rese agricole, a possibili problemi alle infrastrutture di trasporto e di approvvigionamento energetico, fino alla disponibilità idrica.
In merito ai deflussi del fiume Po, nella stazione di Pontelagoscuro (FE) il valore medio mensile della portata di giugno (dato parziale al 23 giugno) risulta decisamente inferiore alla media di lungo periodo (1923-2024) con valore dello scarto percentuale pari a -67%; in particolare il 23 giugno si è osservata una portata pari a circa 300 metri cubi al secondo, con effetti in termini di intrusione salina nel delta del fiume Po. La tendenza per il prossimo periodo mostra un’ulteriore decrescita delle portate.

Sul sito di Arpae è attivo il servizio di previsione specifico del disagio bioclimatico, con le previsioni aggiornate quotidianamente per il giorno stesso e per i due giorni successivi nella pagina dedicata al “Rischio calore”.

Vai alla notizia completa sul sito di Arpae Emilia-Romagna

Liguria: disagio moderato ma persistente

La Liguria si trova ai margini del promontorio anticiclonico e risulta meno esposta rispetto ad altre aree del paese, ma non è esente dagli effetti dell’ondata. Il bollettino di vigilanza e il bollettino meteorologico di Arpa Liguria segnalano condizioni di disagio fisiologico da caldo su tutta la regione, di giorno e di notte, con minime costiere che restano sopra i 20 °C. L’elemento più significativo è la durata: le previsioni non indicano cedimenti almeno fino a fine mese. Si tratta della seconda ondata rilevante nel giro di un mese, a pochi giorni dall’inizio dell’estate.

La notizia completa è sul sito di Arpa Liguria.

Sardegna: temperature oltre i 41 gradi

In Sardegna l’ondata di calore in corso ha mostrato i primi segnali, seppur localizzati, già a partire da giovedì 18 giugno, quando la piana di Chilivani ha registrato 41.1 °C, seguita il giorno successivo dai 40.1 °C di Ollastra, a fronte di massime tipiche regionali che si attestavano intorno ai 34-35 °C.
Da sabato 20 giugno il fenomeno ha subìto un’espansione generalizzata su tutta l’Isola. Le temperature massime tipiche sono salite stabilmente tra i 35 e i 37 °C, con picchi termici di rilievo che hanno toccato i 41.3 °C a Villa Verde (sabato 20), i 40.8 °C ad Austis – diga Benzone (domenica 21) e i 41.6 °C rilevati a Bauladu.
Sebbene i valori attuali siano ancora distanti dai record storici assoluti dell’Isola (i 48.2 °C registrati a Lotzorai e Jerzu il 24 luglio 2023), la persistenza dell’anticiclone – che manterrà la situazione meteorologica pressoché immutata fino ai primi giorni della prossima settimana – fa prevedere per questo mese di giugno un’anomalia termica positiva stimata intorno ai +2.5 °C rispetto alla media climatologica regionale.

Veneto:  4°C in più rispetto alla media

Sul Veneto, a partire dal 17 giugno, si sono raggiunte temperature molto superiori alla media del periodo, fino a punte massime che hanno toccato lunedì 22 anche i 38°C nella pianura interna (a Sorgà – VR, Barbarano Vicentino – VI, Castelfranco Veneto – TV), i 34-35°C in diverse località della costa, i 34-35°C in Val Belluna e i 30-32°C in alcuni fondovalle dolomitici.

La temperatura media giornaliera nel periodo 14-23 giugno a livello regionale evidenzia un’anomalia marcata, stimata in +4,1 °C rispetto al trentennio climatico 1991-2020, che sale a +4,4 °C per le temperature massime giornaliere.

L’ondata di caldo di questa seconda metà di giugno in Veneto è una delle più significative per lo meno dell’ultimo trentennio, non solo per giugno ma per l’intero periodo estivo. Se, come previsto, dovessero perdurare fino a fine mese temperature così elevate, giugno 2026 potrebbe raggiungere i valori medi mensili record registrati nel 2003, 2025 e 2019.

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