Accelerata sull’inceneritore di Roma: Ama acquisisce i terreni per l’impianto. Protestano gli ambientalisti

L'azienda rifiuti capitolina sta formalizzando l'acquisto di alcuni terreni in località Santa Palomba, quella che da mesi viene indicata come la zona in cui sorgerà l'inceneritore della Capitale deciso dalla giunta Gualtieri. Lo comunica la stessa Ama in una nota molto sintetica, che rappresenta la conferma di tutto ciò che fino ad oggi non è stato mai stato ufficializzato e cioè che il nuovo impianto sorgerà proprio all'estrema periferia sud del territorio capitolino

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Ama, l’azienda dei rifiuti di Roma, sta formalizzando l’acquisto di alcuni terreni in località Santa Palomba, quella che da mesi viene indicata come la zona in cui sorgerà l’inceneritore della Capitale deciso dalla giunta Gualtieri. Lo comunica la stessa Ama in una nota molto sintetica, che rappresenta la conferma di tutto ciò che fino ad oggi non è stato mai stato ufficializzato. E cioè che il nuovo impianto dove Roma brucerà i suoi rifiuti sorgerà proprio all’estrema periferia sud del territorio capitolino, al confine con i comuni di Pomezia e di Albano Laziale, che più volte so sono detti contrari al progetto.

Ecco la comunicazione dell’azienda:

Il Consiglio di amministrazione di AMA S.p.A., riunitosi in data 18/10/2022, ha stabilito l’acquisizione di alcuni terreni destinati a ospitare nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti in un’area collocata a Santa Palomba (Roma). La decisione, già discussa dallo scorso Cda riunitosi il 30/9/2022, era stata rinviata per effetto della richiesta del Presidente della Commissione di Valutazione che aveva manifestato la necessità di avvalersi di ulteriore documentazione tecnico – amministrativa. L’adempimento è stato completato e valutato nella riunione di ieri, consentendo così di definire l’acquisizione.

Secondo indiscrezioni, l’acquisizione dei terreni è stata chiusa per 7,5 milioni di euro. Si tratta complessivamente di un’area verde di circa 10mila metri quadrati, che quindi è stata acquisita per 750 euro al metro quadro.

Le prime reazioni non si sono fatte attendere. Il Circolo Legambiente Agro Romano Meridionale ha pubblicato un comunicato intitolato “La salute non ammette ignoranza”, in cui spiega che “nel 2019 la Regione Lombardia ha avviato un’analisi epidemiologica e ricerca valutativa sull’inceneritore/termovalorizzatore SILLA 2 di Milano (da 500.000 tonnellate/anno, quindi 100.000 tonnellate/anno meno di quello previsto a Roma). I dati ufficiali (quindi non le chiacchiere da bar, slogan o giudizi di parte) hanno evidenziato: eccessi di ricovero; eccessi di rischio significativi per mortalità per patologie respiratorie; stato di salute differente della popolazione che risiede nei pressi dell’impianto rispetto al resto; 4 decessi e 20 accessi al Pronto soccorso per anno sono attribuibili alla residenza nell’area a maggiore esposizione”.

L’associazione si chiede: “Chi pagherà i danni sulla salute dei residenti della periferia del IX Municipio e dei Comuni limitrofi?”. E poi fa un appello all’amministrazione di Roma: “Sindaco Roberto Gualtieri , Assessora Sabrina Alfonsi , Presidente Titti Di Salvo Presidente Municipio IX , Assessore Alessandro Lepidini: siete coscienti di questi dati? Conoscete i rischi a cui potreste sottoporre la cittadinanza residente nel IX Municipio? State valutando gli effetti sui bambini e i giovani che vivono nella periferia del IX Municipio? Siete disposti a sacrificare 4 persone all’anno (dati ufficiali) a causa di tale scelta?

Sulla questione è intervenuta anche la Cgil Roma sud Pomezia Castelli, dicendo che “l’acquisto da parte di Ama dei terreni collocati a Santa Palomba è un preoccupante passo in avanti sul progetto del termovalorizzatore ed alla sua collocazione in questa area. Come Cgil abbiamo già espresso la nostra contrarietà nei confronti del progetto trattandosi di una tecnologia superata, che renderà l’impianto già obsoleto quando tra diversi anni sarà realizzato e messo in funzione. Una soluzione che non incentiva né la raccolta differenziata né l’economia circolare ed ha un impatto ambientale non trascurabile, tenuto conto anche delle dimensioni gigantesche – 600.000 tonnellate- del termovalizzatore. Inoltre, ci preoccupa e ci appare sbagliata la sua collocazione in una zona che è già stata penalizzata rispetto al tema dei rifiuti sia nel passato che recentemente dalla riapertura della discarica di Roncigliano ad Albano che si trova a poche centinaia dal presunto futuro impianti. Un territorio che necessita non di nuovi impianti bensì di bonifiche ambientali”.