La transizione energetica deve diventare il fulcro del Piano Mattei e del futuro partenariato tra Italia e Africa. È il messaggio emerso dall’evento “Sicurezza energetica, pace e sviluppo: le potenzialità strategiche del Piano Mattei”, organizzato da ECCO – il think tank italiano per il clima – presso la Camera dei deputati, in vista della relazione annuale del Governo sullo stato di attuazione del Piano Mattei prevista entro il 30 giugno.
ECCO: superare i modelli basati sui combustibili fossili
Secondo il think tank, il Piano Mattei rappresenta un’occasione per costruire una nuova cooperazione tra Italia e Paesi africani fondata su sviluppo sostenibile, inclusione sociale e resilienza economica, superando i modelli di collaborazione basati sull’estrazione e sull’esportazione di combustibili fossili.
“La transizione energetica deve costituire il nucleo strategico del Piano Mattei. Attraverso la transizione sarà possibile costruire nuove forme di cooperazione paritarie tra Italia e Paesi africani, fondate sulla resilienza, sullo sviluppo inclusivo e su una prospettiva di lungo periodo”, ha dichiarato Lorena Stella Martini, analista senior di politica estera di ECCO.
Africa ricca di risorse rinnovabili ma ancora poco finanziata
Nel corso dell’incontro è stato ricordato come il continente africano disponga di circa il 60% delle migliori risorse solari mondiali, pur ricevendo appena il 2% degli investimenti globali destinati alle energie rinnovabili.
Secondo ECCO, continuare a considerare gli idrocarburi come principale motore dello sviluppo africano rischia di aumentare la vulnerabilità dei Paesi alle crisi geopolitiche e alla volatilità dei mercati energetici. Le recenti tensioni internazionali e le difficoltà legate alle forniture energetiche hanno evidenziato la necessità di diversificare le fonti e rafforzare la sicurezza energetica attraverso tecnologie pulite e produzione locale di energia.
Nuove filiere industriali e opportunità per l’Italia
L’organizzazione sottolinea come la creazione di filiere locali legate alle tecnologie rinnovabili e il rafforzamento delle competenze professionali possano favorire lo sviluppo economico dei territori africani, generando al tempo stesso nuove opportunità industriali e commerciali per il sistema produttivo italiano.
Secondo Martini, il Piano Mattei potrebbe inoltre rafforzare il ruolo diplomatico dell’Italia a livello internazionale, permettendo al Paese di promuovere politiche che integrino gli obiettivi di sviluppo, energia e clima nei principali tavoli multilaterali, dal G7 al G20 fino alle Conferenze delle Parti sul clima.
La relazione annuale attesa entro il 30 giugno
L’iniziativa si è svolta a pochi giorni dalla pubblicazione della relazione annuale sullo stato di attuazione del Piano Mattei, documento che dovrà fare il punto sulle attività avviate e sulle prospettive future della strategia italiana per la cooperazione con il continente africano.
Per ECCO, la sfida principale sarà trasformare il Piano Mattei in uno strumento capace di accompagnare la transizione energetica africana, favorendo investimenti nelle energie rinnovabili e contribuendo a costruire relazioni economiche e politiche più equilibrate e durature tra le due sponde del Mediterraneo.










