Piemonte, nuove misure anti-smog: salta il blocco dei diesel Euro 5

La Regione aggiorna il Piano per la qualità dell'aria introducendo misure compensative che, secondo le simulazioni emissive, consentono di evitare il blocco strutturale dei veicoli diesel Euro 5 previsto dal 2026. Tra gli interventi figurano incentivi ai biocarburanti HVO, mobilità sostenibile, riscaldamento domestico, agricoltura e rigenerazione urbana, con risorse complessive superiori a 82 milioni di euro

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Il Piemonte aggiorna il Piano regionale di qualità dell’aria e introduce un pacchetto di misure che, secondo la Regione, consentirà di evitare il blocco strutturale dei veicoli diesel Euro 5 previsto dal decreto governativo per le Regioni del Bacino Padano. L’aggiornamento del piano punta a raggiungere gli stessi obiettivi di riduzione delle emissioni attraverso interventi su mobilità, energia, agricoltura e riqualificazione urbana.

Il provvedimento rende il Piemonte la prima Regione del Bacino Padano ad adottare un sistema di misure compensative per sostituire il blocco dei diesel Euro 5, che avrebbe interessato, a partire da ottobre 2026, i Comuni con oltre 100 mila abitanti, coinvolgendo in Piemonte l’area metropolitana di Torino e Novara.

Le misure compensative sostituiscono il blocco dei diesel Euro 5

Il decreto approvato dal Governo nel luglio 2025 prevedeva infatti il divieto di circolazione per i veicoli diesel Euro 5 nei centri urbani con più di 100 mila abitanti, salvo l’adozione di interventi equivalenti sotto il profilo della riduzione delle emissioni.

Per definire il nuovo piano, la Regione ha costituito una struttura tecnica composta da direzioni regionali, Arpa Piemonte, Ires, Province, Città Metropolitana di Torino, Politecnico di Torino, Università di Torino, Università del Piemonte Orientale ed enti di ricerca.

Secondo la Regione, il confronto tra lo scenario con il blocco dei diesel Euro 5 e quello basato sulle nuove misure, effettuato attraverso modelli emissivi e di qualità dell’aria, evidenzia risultati comparabili per quanto riguarda le concentrazioni di biossido di azoto (NO₂), PM10 e PM2,5, gli inquinanti oggetto della normativa europea.

Incentivi ai biocarburanti HVO

Tra gli interventi principali figura uno stanziamento di 14 milioni di euro destinato a incentivare l’utilizzo dei biocarburanti HVO sia per il trasporto pubblico sia per le auto private diesel Euro 5 ed Euro 6.

L’incentivo, previsto attraverso carte carburante dedicate, varierà tra 50 e 100 euro all’anno per veicolo. La misura dovrebbe entrare in vigore nell’inverno 2026.

Secondo la Regione, grazie a un accordo con le compagnie petrolifere aumenterà anche la disponibilità di HVO nella rete distributiva regionale.

Mobilità sostenibile, città e qualità dell’aria

Altri 44 milioni di euro finanzieranno interventi per migliorare la qualità dell’aria nelle aree urbane. Le risorse provengono sia dal Ministero dell’Ambiente sia dai fondi europei FESR.

Tra le misure previste rientrano incentivi al car sharing, contributi per l’utilizzo della bicicletta e del trasporto pubblico nei percorsi casa-lavoro, la realizzazione di nuove velostazioni e interventi di pedonalizzazione, nuove Zone 30 e progetti di forestazione urbana.

Il piano comprende inoltre sperimentazioni dedicate alla depurazione dell’aria attraverso cubi filtranti alimentati da fonti rinnovabili, sistemi di nebulizzazione dell’acqua e materiali fotocatalitici applicati ad arredi urbani, barriere antirumore e altre infrastrutture.

Intelligenza artificiale per la gestione del traffico

Sono previsti anche 11,5 milioni di euro per applicare sistemi di intelligenza artificiale alla gestione della mobilità.

L’obiettivo è ottimizzare i flussi di traffico attraverso sistemi di infomobilità in tempo reale e la modulazione dinamica dei limiti di velocità, con una prima sperimentazione nell’area urbana di Torino prevista per l’autunno.

Agricoltura e riscaldamento

L’aggiornamento del Piano destina 10 milioni di euro all’agricoltura per favorire la diffusione di colture di copertura autunno-vernine, considerate in grado di aumentare la capacità di assorbimento dell’ammoniaca e di altri inquinanti atmosferici.

Altri 14,4 milioni di euro saranno invece impiegati per incentivare la manutenzione degli impianti di riscaldamento più datati e la sostituzione con sistemi a biomassa meno emissivi.

Migliora la qualità dell’aria, ma restano criticità sul PM10

La Regione evidenzia come gli indicatori della qualità dell’aria mostrino un progressivo miglioramento.

Secondo Arpa Piemonte, nel 2025 sono stati registrati i valori medi più bassi dell’intera serie storica per il biossido di azoto nelle stazioni di traffico urbano e per il particolato PM10 e PM2,5. Permangono tuttavia alcune criticità legate al superamento dei limiti giornalieri del PM10 in alcune stazioni urbane.

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