Termovalorizzatore valle Bormida, parere negativo dal territorio

Giovedì 25 giugno ad Acqui Terme si è tenuto un incontro tra cittadini, amministratori e rappresentanti del territorio dedicato alla questione della bonifica dell'ex Acna e della realizzazione di un termovalorizzatore in val Bormida. Tutti i presenti hanno espresso posizioni di contrarietà alla realizzazione dell'impianto. Entro il 30 giugno saranno resi noti i soggetti e i siti candidati alla realizzazione dell’impianto

Val Bormida

Un’ampia partecipazione di cittadini, amministratori e rappresentanti del territorio ha caratterizzato l’incontro pubblico dedicato alla questione della bonifica dell’ex Acna e dell’ipotesi di realizzazione di un termovalorizzatore in val Bormida: il confronto si è svolto nella serata di giovedì 25 giugno presso la sala ex Kaimano ad Acqui Terme.

L’iniziativa, promossa da un gruppo di comitati attivi nell’area della valle Bormida, rappresenta il primo momento di confronto organizzato nel territorio alessandrino dopo analoghi incontri tenuti nei mesi scorsi tra Piemonte e Liguria, tra cui quelli di Cairo Montenotte e Cortemilia.

Alla serata, oltre all’amministrazione comunale di Acqui Terme, era presente anche il già sindaco di Cortemilia Roberto Bodrito, consigliere del presidente della Provincia per la realtà della valle Bormida, intervenuto per fare il punto sul lavoro svolto nell’ultimo anno e sull’impegno portato avanti dalla Provincia sul tema.

Bodrito ha ricordato come la Provincia di Cuneo segua con attenzione l’evoluzione della vicenda da oltre un anno, da quando è stato nominato delegato presso l’Osservatorio, sottolineando il ruolo attivo del presidente Luca Robaldo nell’avviare fin da subito un percorso strutturato di interlocuzione, anche in raccordo con la Provincia di Savona.

È stata ribadita la posizione condivisa dai territori della val Bormida piemontese, dove tutti i Comuni hanno approvato deliberazioni di contrarietà alla realizzazione di un impianto di termovalorizzazione sia a Cengio sia a Cairo Montenotte. Analogo pensiero è stato espresso anche dall’Unione montana Alta Langa e da altri enti del territorio, in un percorso che ha coinvolto progressivamente anche le organizzazioni professionali del mondo agricolo (Cia, Coldiretti e Confagricoltura) e commerciale (l’Associazione Commercianti albesi) e, più recentemente, l’Unione dei Comuni delle Langhe e del Barolo.

Un’azione di sensibilizzazione ampia e partecipata che proseguirà nelle prossime settimane, anche alla luce delle scadenze legate alla procedura: entro il 30 giugno saranno resi noti i soggetti e i siti candidati alla realizzazione dell’impianto.

Nel suo intervento, Bodrito ha inoltre richiamato il peso ambientale già sostenuto dalla valle Bormida nel corso della sua storia, a partire dalle vicende legate agli scarichi dell’ex Acna di Cengio, sottolineando l’importanza di una valutazione attenta e condivisa per il futuro del territorio.

Le richieste in difesa della val Bormida

Due, in particolare, gli auspici evidenziati. In primis, i presenti hanno chiesto che le scelte sul progetto non vengano condizionate da logiche politiche estranee al territorio, ma si fondino sulla tutela ambientale e sulle esigenze delle comunità locali.

In secondo luogo, enti e organizzazioni vorrebbero che la rete di collaborazione e confronto costruita negli ultimi mesi non si limiti ad esprimere contrarietà a progetti specifici ma possa trasformarsi in un’opportunità per programmare in modo condiviso lo sviluppo della valle Bormida, valorizzando il percorso di rilancio già in atto. Prima della questione del temovalorizzatore, infatti, un’analoga levata di scudi si era verificata per il progetto del parco eolico denominato “Monte Cerchio” tra i comuni di Saliceto, Cairo Montenotte e Cengio.

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