Piemonte: un altro inceneritore da affiancare al Gerbido? Legambiente: ‘Sarebbero due totem all’inefficienza’

Si è svolta la Quinta edizione dell’Ecoforum per l’Economia Circolare di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta. Quella piemontese è, come siamo abituati da troppo tempo, una situazione fra luci ed ombre

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Si è svolta la Quinta edizione dell’Ecoforum per l’Economia Circolare di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta. Quella piemontese è, come siamo abituati da troppo tempo, una situazione fra luci ed ombre.

“Cominciamo con le note dolenti – ha dichiarato Giorgio Prino, Presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta –  a fronte di un obiettivo di raccolta differenziata imposto per legge pari ad un poco ambizioso 65%, anche quest’anno la Regione Piemonte nel suo insieme non raggiunge il target, fermandosi al 64,5%. In realtà tutte le Province superano il 65%, ad eccezione di Alessandria e Torino, che si confermano nel ruolo di zavorre restando ben lontane dagli obiettivi di legge, rispettivamente al 61% e al 59,3%. In particolare, sono i due capoluoghi (Alessandria col 45,5% e Torino col il 50,7%) a rallentare la corsa del territorio verso una gestione sostenibile del ciclo rifiuto”.

“Nella situazione in cui ci troviamo sembra francamente poco previdente pensare a un nuovo, ventilato, impianto di incenerimento da affiancare a quello del Gerbido e da posizionare nel territorio dell’alessandrino. Sarebbero due totem all’inefficienza di un sistema di gestione che graverebbero per decenni sull’ambiente e sulla salute dei piemontesi, zavorrando lo sviluppo di una gestione sostenibile dei rifiuti, proprio là dove ci sarebbe bisogno di un’ulteriore spinta verso l’implementazione di sistemi di raccolta differenziata efficienti ed efficaci. E, dati i dieci anni in media necessari per la costruzione di un impianto in Italia, arriverebbe ampiamente fuori tempo massimo. Si investa, da subito sul raggiungimento degli obiettivi (modesti) del vigente piano regionale. Ed eventualmente su impianti di recupero materia, laddove necessari”.

Non solo note negative però: cresce il numero di Comuni Rifiuti Free (ovvero con RD superiore al 65% e rifiuto secco residuo inferiore ai 75 kg/abitante anno, passando dai 97 del 2020 ai 121 di questa edizione. Una crescita sorprendente, soprattutto in epoca pandemica. Un segnale importante, una conseguenza naturale: quando si fa una buona raccolta differenziata porta a porta calano anche i rifiuti prodotti. A fare la parte del leone sono la Provincia di Novara con 34 Comuni Rifiuti Free e, sorprendentemente quella di Alessandria, addirittura con 44 amministrazioni virtuose. L’attivazione della raccolta porta a porta è stata la leva essenziale per arrivare a questi risultati. I Comuni Rifiuti Free restano mediamente piccoli: solo Cossato, Bra, Borgomanero e Poirino superano 10.000 abitanti. I Comuni Ricicloni (con RD oltre 65%) sono 603 (+26 rispetto all’anno passato) pari al 51%. Guida la classifica virtuale la Provincia di Novara (un solo Comune sotto la soglia di legge).

La Valle d’Aosta irrompe nelle nostre classifiche con un risultato significativo: 6 sub-ATO su otto superano quota 65%, determinando una media regionale del 66,9% di raccolta differenziata. La ancora alta la quantità di rifiuti prodotta impedisce il raggiungimento dello status “Rifiuti Free.

Infine continua la valorizzazione del lavoro dei Consorzi, con l’assegnazione del premio “Consorzio Rifiuti Free”. Le discriminanti sono una raccolta differenziata che superi a livello consortile il 75% ed una produzione di rifiuti indifferenziati inferiore ai 100 kg annui per abitante. Obiettivi certamente sfidanti, ma che non hanno impedito a due realtà di potersi fregiare del titolo. Si tratta del Consorzio Chierese Servizi della Città Metropolitana di Torino (81,8% di RD e 78,2 kg abitante/anno) e del Consorzio Gestione Rifiuti Medio Novarese (85,2% di RD e 73,4 kg abitante/anno).

“Il Piemonte e la Valle d’Aosta – conclude Giorgio Prino –  dunque continuano la marcia verso la gestione sostenibile dei rifiuti. Una marcia fino ad oggi, troppo lenta. L’anno prossimo ci auguriamo di festeggiare quota 65% raggiunta dal Piemonte e un significativo abbattimento della produzione da parte della Valle d’Aosta, nell’ottica di ottenere un sistema virtuoso, efficace, efficiente che punti alla minimizzazione dei rifiuti inviati a smaltimento”.

Tutti i dati ed i Comuni premiati sono reperibili sul dossier “EcoForum 2021”, scaricabile al seguente indirizzo: https://bit.ly/3mtkx1d