Un Piano articolato, distribuito tra aziende, impianti e territori, sta ridisegnando la filiera nazionale della carta e cartone. Il monitoraggio dei progetti finanziati con il PNRR mostra un avanzamento coerente con il cronoprogramma e una progressiva trasformazione delle risorse in tecnologie, infrastrutture e capacità operativa. La scadenza del 30 giugno 2026 rappresenta il traguardo dell’intero percorso, che mira a rafforzare l’economia circolare italiana e a recuperare la quota di materiale che ancora finisce nell’indifferenziato.
Secondo i dati presentati il 9 dicembre 2025 a Lucca, nell’impianto Lucart di Diecimo, sono già stati allocati 94 milioni di euro sui 105 disponibili, per un valore complessivo degli interventi pari a circa 283 milioni considerando anche gli investimenti privati. La scelta del distretto cartario lucchese come sede dell’evento ha evidenziato il legame tra innovazione impiantistica e filiere industriali consolidate.
Lo studio elaborato da Nomisma per Comieco, con il supporto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, conferma come il PNRR stia creando le condizioni per un salto di qualità tecnologico, organizzativo e industriale. I progetti riguardano 13 cartiere e cartotecniche e 35 impianti di trattamento dei rifiuti in 13 regioni, con una distribuzione pensata per ridurre lo storico squilibrio tra aree settentrionali e meridionali: il 51% delle risorse è destinato al Sud, il 27% al Nord e il 22% al Centro.
Il Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione Tommaso Foti ha ricordato le criticità legate ai costi energetici e alle condizioni di mercato, sottolineando l’importanza degli interventi del PNRR per sostenere un comparto energivoro ma strategico. Ha inoltre richiamato il ruolo dei “Progetti Faro Carta”, con risorse orientate soprattutto al Mezzogiorno e finalizzate a potenziare la filiera degli imballaggi compositi a base carta.
Sul piano operativo, i risultati della raccolta differenziata costituiscono il riferimento principale. Attualmente l’Italia intercetta circa 3,7 milioni di tonnellate di carta e cartone l’anno. L’obiettivo, richiamato dal Direttore Generale di Comieco Carlo Montalbetti, è raggiungere almeno 4,4 milioni di tonnellate, recuperando soprattutto il materiale che nelle grandi città – in particolare a Roma – non viene ancora raccolto in modo efficace. Montalbetti ha evidenziato che Comieco è pronto a supportare i Comuni nella riduzione del gap.
Gli effetti macroeconomici del PNRR emergono con chiarezza dallo studio Nomisma: tra il 2025 e il 2030 gli investimenti del comparto cresceranno in media del 6,2% annuo (rispetto al 5% in assenza del Piano), mentre l’occupazione mostrerà un incremento medio del 3,3%, superiore all’attuale 2,2%. Segnali che evidenziano la funzione di leva industriale delle risorse PNRR.
Accanto ai progressi, restano alcune criticità: undici progetti sono stati cancellati rispetto al 2024, portando a 48 il totale attuale. In particolare, iter autorizzativi complessi, procedure prolungate e difficoltà operative hanno impedito l’utilizzo di 11,5 milioni di euro, che rischiano ora di non trovare una destinazione compatibile con le regole del Piano. Un tema richiamato da Francesco Capobianco di Nomisma, che ha ipotizzato – qualora fosse tecnicamente possibile – una riallocazione delle risorse non utilizzate per sostenere ulteriormente le imprese della filiera.
Il percorso avviato mostra comunque un effetto chiaro: consolidare la competitività del comparto, ridurre il divario tra territori e incrementare la quantità di materiale riciclato disponibile per l’industria. Un tassello essenziale per una transizione economica basata su filiere capaci di utilizzare materia prima seconda e di ridurre la dipendenza da risorse esterne.











