Entro i primi mesi del 2027, la filiera del riciclo di carta e cartone italiana attiverà la capacità aggiuntiva garantita dagli investimenti Faro Carta previsti dal PNRR. In un contesto favorevole allo sviluppo del comparto, i nuovi finanziamenti potranno generare un ulteriore impulso, sostenendo l’occupazione (+2,3%) e gli investimenti (+4%), in una fase ancora caratterizzata da alcune incertezze, soprattutto sul fronte energetico.
A dirlo lo studio condotto da Nomisma per conto di Comieco, che spiega come dei 33 interventi finanziati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, 24 sono oggi già pienamente operativi, mentre gli altri lo saranno tra la fine del 2026 e l’inizio del nuovo anno. “Un balzo in avanti essenziale per un sistema industriale e ambientale – recita una nota – che grazie ai nuovi interventi permetterà il riciclo di ulteriori 300mila tonnellate di carta e cartone, in particolare al Sud“.
“Una volta che il sistema infrastrutturale e impiantistico sarà a regime, e manca davvero poco – commenta il Direttore generale di Comieco, Roberto Di Molfetta, occorrerà lavorare, in collaborazione con le ANCI regionali, per incrementare la raccolta differenziata di carta e cartone, anche nelle aree tradizionalmente più in ritardo: penso al Meridione e ad alcune grandi città”.
La studio Nomisma
Guardando nel dettaglio lo studio condotto da Nomisma, ci si accorge che, al traguardo del PNRR fissato al 30 giugno 2026 a livello comunitario, l’89% delle cartiere e cartotecniche, nuove o potenziate grazie ai finanziamenti arrivati, è già in funzione. La percentuale è invece del 68% se si guarda agli impianti di gestione dei rifiuti.
Un piccolo gap destinato ad essere colmato entro l’inizio del 2027 quando entrerà in funzione l’11% rimanente delle cartiere, mentre gli impianti di gestione dei rifiuti completeranno la messa in funzione del 23% mancante.
A quel punto i 33 progetti finanziati che valgono complessivamente 212 milioni di euro di investimenti – di cui 67,2 milioni provenienti dal PNRR e 145,5 milioni di autofinanziamento –, saranno terminati e il sistema del riciclo della carta e del cartone compenserà in gran parte gli squilibri storici esistenti a livello geografico.
Sul fronte delle cartiere, infatti, 8 dei 9 progetti di rinnovamento si concentrano al Nord e al Centro, mentre su 24 nuovi impianti di trattamento dei rifiuti, 16 sono localizzati al Sud, dove rimangono i maggiori spazi per aumentare la raccolta.
I benefici per il comparto: occupazione in crescita, soprattutto al Sud
Per comprendere al meglio gli effetti del PNRR, Nomisma ha confrontato le previsioni di crescita del settore, con e senza investimenti pubblici straordinari. Secondo lo studio, infatti, grazie al PNRR le stime di crescita media annua negli impianti di gestione dei rifiuti del Mezzogiorno passano dal 5,1% al 6,3%. Mentre a livello di nuova occupazione, le previsioni passano da un +3,8% a un +6%.
Una crescita a due velocità che riflette i bisogni del territorio: da un lato accompagna l’innovazione delle cartiere dall’altro sostiene lo sviluppo dei nuovi impianti di gestione dei rifiuti, soprattutto al Sud.
Più capacità per intercettare la carta che sfugge alla differenziata
La messa a terra degli investimenti del PNRR determina una maggior capacità di trattamento da parte degli impianti ma anche qui la crescita non è uniforme: le cartiere e le cartotecniche aumentano la loro capacità di gestione di circa 250.000 tonnellate annue mentre gli impianti di trattamento dei rifiuti – che ricevono la raccolta e preparano per le cartiere – crescono di 370.000 tonnellate annue.
Il 40% della capacità aggiuntiva di questi ultimi si concentra al Sud e il 39% al Centro. Il potenziamento interessa dunque in larga parte le aree nelle quali occorre ancora intercettare quantità significative di carta e cartone. Nel Mezzogiorno il potenziale aggiuntivo di raccolta stimato dallo studio è di circa 300.000 tonnellate annue, pari al 67% del totale nazionale.
La sfida è al Sud: così può crescere la raccolta
In Sicilia, la nuova capacità raggiunge circa 110.000 tonnellate annue coprendo il 100% del potenziale aggiuntivo stimato a Catania e Siracusa e l’85% ad Agrigento.
In Abruzzo e Molise, le 22.000 tonnellate annue aggiuntive coprono interamente il potenziale individuato nelle aree dell’Aquila e di Chieti–Campobasso.
Nel Lazio, le 60.000 tonnellate annue di nuova capacità su Roma sono sufficienti ad assorbire il 100% dell’incremento potenziale stimato sul territorio.
In Campania, le 55.000 tonnellate annue coprono circa il 50% della quota aggiuntiva di crescita stimata nelle aree di Napoli e Caserta e, considerando anche gli investimenti esterni al PNRR, la copertura potrebbe raggiungere il 100%.



