Politecnico di Milano ad Ecomondo: l’Italia deve tagliare 94 milioni di tonnellate di CO2 entro il 2030

Lo ha spiegato il direttore dell'Energy & Strategy Group del PoliMi, presentando il rapporto sullo stato dell'arte delle rinnovabili nel nostro paese, in relazione all'obiettivo europeo di riduzione delle emissioni climalteranti del 55 % al 2030

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Per raggiungere l’obiettivo europeo della riduzione delle emissioni climalteranti del 55 % al 2030, in Italia sarà necessario tagliare altri 94 milioni di tonnellate di CO2.

Lo ha spiegato Vittorio Chiesa, direttore dell’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, presentando il rapporto sullo stato dell’arte delle rinnovabili nel nsotro paese, realizzato per la fiera della green economy Ecomondo – Key Energy.

Sul fronte delle rinnovabili, la nuova potenza installata nel corso del 2019 è stata di circa 1.210 MW, circa 50 MW superiore a quella installata nel corso del 2018. Una crescita decisamente limitata, e trainata principalmente dai comparti di eolico e fotovoltaico. Rimanendo così le cose, nel 2030 si avrebbe un gap rispetto all’obiettivo Ue pari ad oltre 23 GW. “Serve dunque – ha ribadito Chiesa – raddoppiare la potenza installata per l’eolico e aumentare di quasi tre volte quella per il fotovoltaico”.

La potenza totale installata dei Sistemi di Accumulo, elettrochimico e di pompaggio al 2019 – dice la ricerca – è di 7.500 MW, e nel 2030 dovrebbe raggiungere la soglia di 17 930 MW. Nel 2050 l’idrogeno potrà avere un ruolo significativo, fino a raggiungere un potenziale livello di penetrazione del 23% della domanda energetica, con un contributo di oltre 200 TWh.

Secondo il rapporto sarà necessario raddoppiare il tasso di ristrutturazione degli edifici, e prevedere un contributo maggiore di interventi di ristrutturazione profonda (che riducono i consumi al 60%).

Nel 2019 sono state immatricolate 17.065 auto elettriche (con un + 78% rispetto all’anno precedente), di cui 10.566 solo elettriche (+111%) e 6.499 ibride (+42%). In termini relativi, si tratta dello 0,9% sul totale delle immatricolazioni (pari a circa 2 milioni nel 2019), con un incremento di 0,4% punti percentuali rispetto all’anno precedente.