A metà del 2026 la qualità dell’aria nelle città italiane continua a presentare criticità diffuse. L’aggiornamento a fine giugno del progetto Cambiamo Aria – Salute e inquinamento atmosferico nelle città italiane, promosso da ISDE Italia in collaborazione con l’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile della Clean Cities Campaign, evidenzia numerosi superamenti dei valori di riferimento per PM10, PM2,5, biossido di azoto e ozono.
Il monitoraggio, avviato nel 2025, raccoglie i dati pubblicati dalle stazioni delle Agenzie regionali per la protezione ambientale in numerose città italiane e li confronta con tre diversi livelli di tutela: la normativa attualmente in vigore, i limiti fissati dalla nuova Direttiva europea 2024/2881 per il 2030 e i valori più cautelativi indicati dalle Linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità del 2021.
I dati dell’Emilia-Romagna sono aggiornati alla fine di maggio, mentre per le altre città il periodo considerato arriva al 30 giugno. Si tratta inoltre di dati ancora soggetti ai diversi livelli di validazione delle ARPA e quindi suscettibili di variazioni nei riepiloghi definitivi.
PM10: Milano, Verona e Modena hanno già superato i limiti attuali, 13 città su 27 monitorate quelli che entreranno in vigore nel 2030
Per il PM10 la normativa vigente consente una concentrazione media giornaliera superiore a 50 µg/m³ per non più di 35 giorni all’anno. La nuova Direttiva europea, dal 2030, abbasserà la soglia giornaliera a 45 µg/m³, consentendo al massimo 18 superamenti. Lo stesso valore di 45 µg/m³ è indicato dall’OMS, che raccomanda però di non superarlo per più di tre o quattro giorni l’anno.
A fine giugno la stazione di traffico Milano-Marche aveva già registrato 41 giorni oltre 50 µg/m³ e 49 giornate sopra 45 µg/m³. Verona-Corso Milano risultava a 40 superamenti dell’attuale soglia e a 43 di quella europea. Seguivano Modena-Giardini, con 35 giornate oltre 50 µg/m³ e 40 oltre 45, e Milano-Pascal Città Studi, rispettivamente con 25 e 36 giorni.
Numerose stazioni avevano già oltrepassato, in appena cinque o sei mesi, il numero massimo di 18 superamenti che sarà ammesso dal 2030. Tra queste figurano anche Torino, Venezia, Padova, Vicenza, Parma, Brescia, Bergamo e Bologna.
Il confronto con lo stesso periodo del 2025 mostra una situazione non uniforme. A Milano-Marche i giorni sopra 45 µg/m³ sono passati da 46 a 49; a Modena-Giardini da 29 a 40; a Torino-Rebaudengo da 27 a 35; a Venezia-Sacca Fisola da 24 a 35. In altre stazioni si osservano invece riduzioni, che non modificano tuttavia il quadro complessivo di forte distanza dai livelli raccomandati per proteggere la salute.
PM2,5: la criticità più diffusa
Il particolato fine PM2,5 rappresenta uno degli inquinanti più pericolosi per la salute, perché le particelle di dimensioni ridotte possono penetrare profondamente nell’apparato respiratorio e raggiungere il sistema cardiovascolare.
Attualmente non esiste in Italia un limite giornaliero per il PM2,5: la normativa stabilisce soltanto una media annua di 25 µg/m³. Dal 2030 la Direttiva europea introdurrà una soglia giornaliera di 25 µg/m³, da non superare più di 18 volte all’anno, e una media annua di 10 µg/m³. L’OMS raccomanda invece un valore giornaliero di 15 µg/m³, da superare al massimo tre o quattro volte l’anno, e una media annua di 5 µg/m³.
I dati raccolti mostrano che la futura soglia europea è già stata oltrepassata decine di volte. La stazione Padova-Mandria ha registrato 52 giornate sopra 25 µg/m³, Milano-Marche 50, Milano-Pascal Città Studi 49, Torino-Rebaudengo e Torino-Rubino 48.
Seguono Modena-Parco Ferrari con 44 giorni, Parma-Cittadella con 42, Brescia-Tartaglia e Verona-Giarol Grande con 41. Anche Bologna, Bergamo, Venezia, Trento, Napoli e Terni hanno già superato il numero massimo di giornate che sarà consentito nell’intero anno dal 2030.
Il confronto con la soglia OMS rende il quadro ancora più preoccupante. Torino-Rebaudengo ha contato 104 giornate sopra 15 µg/m³, Verona-Giarol Grande 98, Padova-Mandria 90 e Milano-Marche 87. Nella tabella riepilogativa delle città non compare alcuna situazione pienamente “verde” per il PM2,5: ovunque i livelli risultano superiori almeno ai valori raccomandati dall’OMS.
Biossido di azoto: criticità nelle stazioni di traffico
Anche per il biossido di azoto la normativa italiana vigente non prevede un limite giornaliero, ma soltanto una media annua di 40 µg/m³. La Direttiva europea introdurrà dal 2030 un limite giornaliero di 50 µg/m³, da non superare più di 18 volte all’anno, e ridurrà la media annua a 20 µg/m³. L’OMS indica invece una soglia giornaliera di 25 µg/m³ e una media annua di 10 µg/m³.
Le concentrazioni più elevate si rilevano soprattutto nelle stazioni esposte al traffico. Palermo-Di Blasi ha registrato 78 giorni sopra 50 µg/m³ e 163 sopra 25; Genova-Via Buozzi 58 e 162; Napoli-Ente Ferrovie 50 e 141; Genova-Corso Europa 41 e 148. Peraltro si tratta in tutti e quattro i casi di città portuali, e quindi è possibile anche l’influenza delle emissioni del trasporto navale.
A Torino le stazioni Rubino e Rebaudengo hanno totalizzato rispettivamente 35 e 34 giornate sopra il futuro limite europeo, mentre a Catania-Viale Vittorio Veneto se ne contano 28 e a Milano-Marche 24. Firenze-Lavagnini e Trento-Via Bolzano sono già arrivate a 18 giorni, cioè al numero massimo che sarà ammesso per un intero anno dal 2030.
Ozono: già superato il valore europeo del 2030 in diverse stazioni
Con l’arrivo della stagione calda aumenta anche l’attenzione sull’ozono troposferico, un inquinante secondario favorito dalle alte temperature e dall’irraggiamento solare.
La normativa attuale stabilisce per la massima media mobile sulle otto ore un valore obiettivo di 120 µg/m³, da non superare più di 25 giorni in un anno. La nuova Direttiva europea manterrà la stessa concentrazione, ma ridurrà a 18 il numero massimo di superamenti.
A fine giugno la stazione Torino-Lingotto aveva già registrato 24 giorni oltre 120 µg/m³. Seguivano Bergamo-Meucci con 21, Torino-Rubino e Vicenza-Quartiere Italia con 20. Queste quattro stazioni hanno quindi già superato il numero di giornate che sarà consentito dal 2030.
Padova-Mandria è arrivata a 18 giorni, mentre Verona-Giarol Grande e Venezia-Parco Bissuola ne hanno registrati 16. Milano-Pascal si ferma a 14, Milano-Verziere e Trento-Parco Santa Chiara a 13, Firenze-Signa a 11 e Firenze-Settignano a 10.
Le medie registrate dall’inizio dell’anno raggiungono 47 µg/m³ a Palermo-Di Blasi, 46 a Venezia-Sacca Fisola, 44 a Genova-Via Buozzi e 43 a Brescia-Villaggio Sereno. Questi valori parziali non possono essere confrontati direttamente con una media annua definitiva, ma indicano comunque un’esposizione significativa della popolazione urbana.
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