RICREA ha preso parte anche quest’anno al DMED – Salone della Dieta Mediterranea, manifestazione dedicata alla promozione dello stile di vita mediterraneo che si è svolta dall’11 al 13 giugno presso la Stazione Marittima di Napoli. L’evento, organizzato da Edamus, ha proposto un programma articolato tra incontri istituzionali, workshop, laboratori, degustazioni, presentazioni e cooking show.
Gli imballaggi in acciaio al centro dei cooking show
Nel corso della manifestazione il Consorzio nazionale per il riciclo e il recupero degli imballaggi in acciaio è stato coinvolto in due appuntamenti culinari dedicati a prodotti confezionati in contenitori d’acciaio.
Il primo cooking show ha visto protagonista Alessandro Tipaldi, autore del blog Ingordo Official, che ha preparato delle pennette al pomodoro utilizzando diverse varietà di pomodoro, tra cui il San Marzano conservato in latta.
Successivamente è stata la volta di Massimiliano Costa, conosciuto come I Fornelli di Max, che ha realizzato il piatto “Ho preso un pacchero a Sorrento”, preparato con paccheri di Gragnano, pomodorini gialli in latta e limone di Sorrento.
Conservazione degli alimenti e riciclo infinito
Durante gli incontri, Roccandrea Iascone, responsabile comunicazione e relazioni esterne di RICREA, ha illustrato le caratteristiche degli imballaggi in acciaio, soffermandosi sia sugli aspetti legati alla conservazione degli alimenti sia sui benefici ambientali.
Tra le proprietà evidenziate figurano l’ermeticità e l’impenetrabilità del materiale, che consentono di preservare le caratteristiche organolettiche dei prodotti alimentari. Sul fronte ambientale, è stato ricordato come gli imballaggi in acciaio possano essere facilmente conferiti nella raccolta differenziata e riciclati all’infinito senza perdere qualità.
Premio sostenibilità a Daniela Cocilova
Nell’ambito del Campionato della pasta fatta a mano organizzato durante il DMED, RICREA ha assegnato il Premio Sostenibilità a Daniela Cocilova.
Il riconoscimento è stato attribuito al piatto “Umami Laziale”, una reinterpretazione dell’anolino in brodo realizzata attraverso tecniche ispirate alla cucina giapponese, premiata per l’originalità della proposta e l’attenzione ai temi della sostenibilità.










