Valle d’Aosta, differenziata in crescita ma criticità sulla qualità

Nel 2025 all’impianto di Brissogne sono state conferite quasi 75 mila tonnellate di rifiuti urbani: la raccolta differenziata cresce e supera il 74% secondo i dati di Enval, ma restano criticità sulla qualità dei materiali raccolti e sulla quota ancora elevata di rifiuti destinati a discarica, con il rischio di saturazione del sito entro il 2035 senza un miglioramento nei conferimenti

Rifiuti in Valle d’Aosta: 75 mila tonnellate nel 2025

Nel 2025 all’impianto di Brissogne sono state conferite 74.856 tonnellate di rifiuti urbani. Il dato, contenuto nella relazione annuale di Enval, evidenzia un sistema in miglioramento, ma ancora caratterizzato da elementi di criticità.

Differenziata oltre il 74%, ma resta alta la quota in discarica

A livello regionale la raccolta differenziata ha raggiunto il 74,06%, con un incremento di 4,3 punti rispetto all’anno precedente. Aosta si attesta all’80,16%, mentre il SubAto A (Valdigne e Grand-Paradis) registra la crescita più significativa, passando dal 60,8% al 72,4%.

Nonostante i risultati, il 25,10% dei rifiuti continua a essere destinato a discarica. Secondo le stime, senza una riduzione significativa di questa quota – fino al 10% dei conferimenti totali – il sito di Brissogne potrebbe esaurire la propria capacità entro il 2035.

Nuovi appalti e tariffa puntuale spingono i risultati

Tra i fattori che hanno contribuito al miglioramento figurano l’introduzione di nuovi modelli di raccolta nei SubAto A e B, il potenziamento del porta a porta e l’adozione della tariffa puntuale (Tarip) ad Aosta.

Questi strumenti hanno favorito una maggiore intercettazione dei rifiuti differenziabili e una gestione più efficiente dei flussi.

Organico in crescita, ma ancora presente nell’indifferenziato

La raccolta della frazione organica (Forsu) segna un incremento del 23,4% rispetto al 2024, con una media di 76,20 chilogrammi per abitante, tra le più elevate a livello nazionale.

Resta tuttavia una quota significativa di organico nell’indifferenziato, pari al 16,9%, che potrebbe essere recuperata con un conferimento più corretto.

Plastica e metalli: quantità elevate, qualità da migliorare

La raccolta degli imballaggi plastici e metallici raggiunge circa 57 chilogrammi per abitante, uno dei valori più alti in Italia. Tuttavia, la qualità del materiale è compromessa dalla presenza di una frazione estranea pari al 39,8%.

Gli errori nel conferimento riducono la quantità effettivamente riciclabile e incidono sui costi complessivi del sistema. Nelle aree con raccolta porta a porta più diffusa, come Aosta, la qualità dei materiali risulta più elevata.

Vetro e tessili: margini di miglioramento

Per il vetro, il SubAto D (Évançon e Mont-Cervin) registra le migliori performance qualitative, ma una quota del 3,1% continua a finire nell’indifferenziato.

I rifiuti tessili sanitari rappresentano lo 0,80% del totale, in crescita rispetto all’anno precedente. A livello regionale, circa 950 tonnellate non vengono intercettate e restano nel rifiuto indifferenziato.

La qualità del conferimento come nodo centrale

Il quadro complessivo evidenzia un sistema in evoluzione, sostenuto da nuovi modelli organizzativi e strumenti tariffari. La sfida principale resta però il miglioramento della qualità della raccolta differenziata e la riduzione dei conferimenti in discarica, elementi determinanti per la sostenibilità del sistema nel medio-lungo periodo.

RELAZIONE-ANNUALE-2025 Allegato-5.2-Qualita-rifiuti-2025
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