Rifiuti tessili urbani, UNIRAU: “Servono filiere industriali e sistemi EPR efficaci”

Nel corso di un'audizione alla Camera, il presidente di UNIRAU Andrea Fluttero ha richiamato l'attenzione sulla necessità di rafforzare la gestione industriale dei rifiuti tessili urbani. Al centro del confronto il ruolo del riuso, la tracciabilità dei flussi e lo sviluppo della responsabilità estesa del produttore

Rifiuti tessili urbani UNIRAU

I rifiuti tessili urbani devono essere considerati e gestiti come rifiuti, non come donazioni. È uno dei messaggi emersi dall’audizione tenuta il 24 giugno da Andrea Fluttero, presidente di UNIRAU, associazione aderente a Unicircular e ad Assoambiente, davanti alla Commissione Attività produttive della Camera dei deputati nell’ambito del confronto dedicato alla gestione dei rifiuti tessili urbani.

“I rifiuti tessili non sono donazioni”

Nel corso dell’intervento è stata evidenziata la necessità di superare alcuni equivoci che caratterizzano il dibattito sul settore.

Secondo Fluttero, i tessili conferiti nella raccolta differenziata costituiscono flussi classificati come rifiuti e richiedono quindi sistemi di raccolta tracciabili, conferimenti corretti e processi industriali in grado di preservarne il valore in termini di riuso e riciclo.

Una filiera complessa e senza una soluzione unica

L’audizione ha richiamato l’attenzione anche sulle peculiarità tecniche della filiera tessile.

I prodotti tessili sono spesso costituiti da materiali differenti e fibre miste, caratteristiche che rendono particolarmente complessa la gestione a fine vita e limitano la possibilità di individuare una soluzione univoca di riciclo.

Per questo motivo, oltre alle strategie di prevenzione come la riduzione del fast fashion e la promozione dell’ecodesign, UNIRAU individua nella selezione industriale un passaggio essenziale per valorizzare la quota riutilizzabile dei materiali raccolti.

Il ruolo del riuso nell’economia circolare del tessile

Nel corso dell’audizione è stato sottolineato come l’Italia disponga già di competenze consolidate nella selezione dei rifiuti tessili urbani, con una presenza significativa di operatori specializzati anche in Campania.

Questa rete industriale consente di intercettare i capi ancora riutilizzabili, alimentare il mercato dell’usato, garantire la tracciabilità dei flussi e preparare la quota non destinabile al riuso alle successive operazioni di recupero per materiale.

Secondo UNIRAU, il riuso rappresenta oggi il principale strumento di circolarità per il settore tessile, mentre il riciclo industriale di qualità delle frazioni non riutilizzabili necessita ancora di importanti investimenti in tecnologie, impianti e sviluppo dei mercati di sbocco.

Il nodo della responsabilità estesa del produttore

Tra i temi affrontati figura anche il futuro dei sistemi di responsabilità estesa del produttore (EPR), destinati a svolgere un ruolo centrale nella gestione dei rifiuti tessili.

Secondo Fluttero, questi strumenti dovranno sostenere l’intera filiera, valorizzando gli operatori già attivi nella selezione, favorendo lo sviluppo delle attività di recupero e contribuendo alla costruzione di una catena industriale coerente con la gerarchia europea dei rifiuti.

L’obiettivo indicato da UNIRAU è quello di trasformare la raccolta differenziata dei tessili urbani in un segmento strutturato dell’economia circolare, fondato su tracciabilità, capacità industriale e valorizzazione delle risorse recuperabili.

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