Imballaggi compostabili, Assobioplastiche: “Obbligo di compostabilità una vittoria per la filiera”

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che introduce l'obbligo di compostabilità certificata per alcune categorie di imballaggi in plastica monouso. Per Assobioplastiche il provvedimento garantisce certezza normativa alla filiera e allinea la disciplina italiana al Regolamento europeo sugli imballaggi (PPWR)

Obbligo compostabilità imballaggi, Assobioplastiche: spinta vitale per la filiera Imballaggi compostabili Assobioplastiche Obbligo

Dopo il via libera del Consiglio dei ministri, il decreto-legge che introduce nel Codice dell’ambiente l’obbligo di compostabilità certificata per alcune categorie di imballaggi in plastica monouso è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale (n. 182 del 7 agosto 2026) ed è entrato in vigore l’8 agosto.

Il provvedimento riguarda gli imballaggi destinati ai prodotti ortofrutticoli freschi, alla ristorazione e al catering, alle monoporzioni alimentari e al settore dell’ospitalità. Il regime sanzionatorio entrerà invece in vigore dal 1° gennaio 2030.

Assobioplastiche: “Una vittoria per la filiera italiana”

Per Assobioplastiche, la pubblicazione del decreto rappresenta un passaggio importante per il comparto delle bioplastiche compostabili.

“È un risultato importante per la filiera italiana delle bioplastiche compostabili. Il Governo ha recepito l’osservazione sollevata dalla Commissione europea in sede di procedura TRIS sulla decorrenza dell’obbligo. È un allineamento coerente con il Regolamento europeo e positivo per un comparto in cui l’Italia è da anni un punto di riferimento in Europa: un segnale di certezza normativa che rafforza la competitività dell’intera filiera”, dichiara Luca Bianconi, presidente di Assobioplastiche.

Secondo l’associazione, il decreto recepisce le osservazioni formulate dalla Commissione europea nell’ambito della procedura TRIS, allineando la disciplina italiana alle disposizioni del Regolamento (UE) 2025/40 (PPWR) e offrendo maggiore certezza normativa alle imprese del settore.

Articolo precedenteRifiuti, energia e riciclo: il modello di Suzhou riconosciuto dall’Onu