Sì della Camera all’introduzione della tutela dell’ambiente nella Costituzione

Il testo della norma era stato già approvato in Senato a luglio. Martedì 12 ottobre i voti favorevoli sono stati 412, uno solo quello contrario, 16 gli astenuti. Trattandosi di una modifica costituzionale, serve una nuova deliberazione conforme sullo stesso testo da parte di entrambe le Assemblee legislative. Il provvedimento torna quindi adesso all'esame di Palazzo Madama

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Dichiarazioni di voto sul decreto ‘’riaperture’’ sul quale il governo ha posto la questione di fiducia, camera dei deputati, Roma 8 giugno 2021. ANSA/FABIO FRUSTACI

È arrivato un sì pressoché unanime dell’Aula della Camera alla proposta di legge costituzionale per l’inserimento in Costituzione del principio di tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi accanto alla già prevista tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico della Nazione. Il testo della norma era stato già approvato in Senato a luglio. Martedì 12 ottobre i voti favorevoli sono stati 412, uno solo quello contrario, 16 gli astenuti. Trattandosi di una modifica costituzionale, serve una nuova deliberazione conforme sullo stesso testo da parte di entrambe le Assemblee legislative. Il provvedimento torna quindi adesso all’esame di Palazzo Madama.

Il disegno di legge introduce tra i principi fondamentali di tutela previsti dall’articolo 9 della Costituzione, “la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”. Inoltre stabilisce che “la legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali” (con una clausola di salvaguardia per le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e Bolzano). Il provvedimento modifica inoltre l’articolo 41 della Costituzione, prevedendo che l’iniziativa economica privata non possa svolgersi in modo da recare danno “alla salute e all’ambiente” (oltre ai già previsti sicurezza, libertà e dignità umana) e che la legge determina i programmi e i controlli opportuni perchè l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini “ambientali” oltre ai già previsti fini sociali.