Sicilia, consegnati i progetti degli inceneritori di Palermo e Catania

Presentati i progetti di fattibilità tecnico-economica dei due impianti previsti dal nuovo Piano regionale dei rifiuti. La Regione Siciliana punta a ridurre il ricorso alle discariche, aumentare il recupero di materia e completare entro il 2028 il nuovo sistema integrato per la gestione dei rifiuti

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Sono stati consegnati alla Regione Siciliana i progetti di fattibilità tecnico-economica dei due inceneritori che sorgeranno nelle aree di Palermo e Catania. Si tratta di un passaggio centrale nell’attuazione del nuovo Piano regionale dei rifiuti e nella realizzazione della futura rete impiantistica dell’isola.

La progettazione è stata curata da Crew Srl, società mandataria del gruppo FS, insieme a Systra Spa, Martino Associati Grosseto Srl, E.Co. Srl, Utres Ambiente Srl, Ibi Studio Srl e dall’ingegnere Corrado Pecora. Gli elaborati, oltre 700 documenti tecnici, sono stati completati secondo il cronoprogramma stabilito dalla struttura commissariale regionale e saranno caricati sulla piattaforma dedicata alla consultazione pubblica.

Al via la fase autorizzativa

Con la consegna dei progetti prende ora avvio la fase autorizzativa. L’ufficio commissariale dovrà acquisire l’Autorizzazione integrata ambientale, comprensiva della Valutazione di impatto ambientale (Via), oltre ai pareri tecnici e ai nulla osta necessari da parte degli enti coinvolti.

L’iter autorizzativo dovrebbe protrarsi per alcuni mesi e comprendere anche il decreto di approvazione commissariale. L’obiettivo della Regione è arrivare entro la fine del 2026 alla pubblicazione delle gare per la realizzazione degli impianti attraverso Invitalia, sotto la vigilanza di ANAC.

Schifani: “Il traguardo è sempre più vicino”

Secondo il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, commissario straordinario per il ciclo dei rifiuti, il progetto rappresenta un ulteriore passo avanti verso il superamento del sistema basato prevalentemente sulle discariche.

“Procediamo con sempre maggiore determinazione nel rispetto dei tempi previsti per risolvere definitivamente il problema dei rifiuti in Sicilia, superando un sistema fondato quasi esclusivamente sulle discariche e costruendo un modello moderno improntato all’economia circolare, al recupero di materia, al riuso e alla valorizzazione energetica della parte non più riciclabile. Il traguardo è sempre più vicino”, ha dichiarato Schifani.

Un investimento da circa un miliardo di euro

I due inceneritori saranno realizzati con un investimento complessivo di circa un miliardo di euro di fondi pubblici. Secondo la Regione, il progetto non dovrebbe incidere sulla tariffa dei rifiuti.

Gli impianti avranno una capacità complessiva di circa 600mila tonnellate l’anno, con una potenza superiore ai 50 megawatt e una produzione stimata di circa 450mila megawattora di energia elettrica, quantità che secondo le stime regionali potrebbe coprire il fabbisogno di circa 150mila famiglie.

Il nuovo Piano regionale dei rifiuti

Gli inceneritori rappresentano la parte finale del nuovo Piano regionale dei rifiuti approvato dalla Commissione europea.

Il piano prevede anche la realizzazione di nove impianti di selezione, recupero e raffinazione, sette piattaforme per la selezione della raccolta differenziata, due impianti per il trattamento dei pannolini, quattro ampliamenti di discariche esistenti e due biodigestori.

Secondo la Regione Siciliana, l’obiettivo è raggiungere il 65% di recupero di materia e ridurre il conferimento in discarica al 10%, con una diminuzione dei costi di gestione oggi superiori a 350 euro a tonnellata e risparmi stimati in circa 100 milioni di euro per famiglie e imprese.

Dopo la gara pubblica e l’affidamento dei lavori, la costruzione dei due impianti dovrebbe durare circa diciotto mesi. L’obiettivo indicato dalla Regione è rendere operativo entro il 2028 il nuovo sistema integrato del ciclo dei rifiuti in Sicilia.

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