Torino. A Porta Palazzo salvati e ridistribuiti 353.000 kg di frutta e verdura con RePoPP

Nel 2022 recuperate e ridistribuite 64 tonnellate di frutta e verdura. RePoPP compie sei anni e mercoledì 16 novembre festeggia con un doppio appuntamento a Porta Palazzo

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Il progetto RePoPP compie sei anni e in occasione del suo compleanno vuole festeggiare gli ambulanti del mercato di Porta Palazzo e tutti i protagonisti che, in questi anni, hanno dato vita a uno dei più importanti progetti cittadini sui temi del contrasto allo spreco alimentare e dell’integrazione.

Anch’io faccio la spesa a Porta Palazzo. Dalle ore 12 di mercoledì 16 novembre rappresentanti delle istituzioni, del terzo settore e cittadini verranno coinvolti in una attività di spesa consapevole e sostenibile acquistando presso i banchi del mercato dell’ortofrutta di Porta Palazzo. Un modo questo per sostenere il commercio di prossimità, dimostrare che la spesa al mercato è un gesto rivoluzionario e sostenibile dal punto di vista ambientale (basti pensare a tutti gli imballaggi inutili dell’ortofrutta venduta dalla gdo), e soprattutto che acquistare al mercato e nei mercati rappresenta ad oggi il principale mezzo per contrastare il caro vita. Sempre nella mattinata del 16 novembre l’artista Vicente Cabrera animerà la piazza e i banchetti del mercato con incursioni teatrali volte alla promozione del commercio di prossimità. Mentre il fotografo Michele D’Ottavio immortalerà i momenti più significativi della mattinata per dar vita ad un nuovo e innovativo progetto fotografico sul mercato di Porta Palazzo.

L’aperitivo di RePoPP. Dalle ore 18 all’interno della panoramica terrazza del Mercato Centrale di Torino (Spazio Fare) si svolgerà un momento di confronto tra i protagonisti del progetto RePoPP, i volontari del Sabato Salvacibo e alcune delle realtà del terzo settore impegnate in progetti per contrastare lo spreco alimentare nella città di Torino. L’occasione permetterà di fare il punto sul valore aggiunto che il volontariato porta con se nelle attività di contrasto alla povertà alimentare e contemporaneamente analizzare il successo dell’iniziativa del Sabato Salvacibo che, da due anni, si occupa tutti i sabato di recuperare e ridistribuire l’invenduto di oltre 15 mercati nella Città di Torino grazie al lavoro di più di 50 volontari. Un’attività che non ha eguali in tutta Europa sia per durata dell’iniziativa che per il numero di persone coinvolte, senza dimenticare le oltre 150 famiglie che ogni sabato trovano un aiuto concreto per contrastare la povertà alimentare.

Attività e numeri del progetto RePoPP. Nato a novembre 2016 in occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, il progetto RePoPP si pone tra gli obiettivi quello di migliorare la gestione dei rifiuti nell’area mercatale di Porta Palazzo e contestualmente intercettare e ridistribuire le eccedenze alimentari prodotte all’interno del mercato più grande d’Europa. A questi due obiettivi si aggiunge anche quello dell’inclusione sociale e dell’integrazione in quanto i veri protagonisti sono gli Ecomori, migranti e richiedenti asilo che con il progetto hanno trovato una spinta in più per una buona integrazione e un lavoro.

Dall’estate 2020 il progetto è stato esteso ad altri 7 mercati cittadini (Piazza Foroni, Borgo Vittoria, Santa Rita, Onorato Vigliani, Via Porpora, Corso Cincinnato e Corso Svizzera – in collaborazione con la Circoscrizione 4 -) con l’obiettivo di replicare ed estendere le buone pratiche messe in campo a Porta Palazzo. Mentre da settembre 2021, all’interno del Mercato Centrale di Torino, continua l’esperienza del Banco Circolare di RePoPP che tutti i giorni al pomeriggio prosegue nella distribuzione delle eccedenze recuperate dal mercato e promuove una cucina circolare trasformando le eccedenze in pasti che vengono distribuiti alle realtà del terzo settore che si occupano di assistere i senza fissa dimora. Attualmente dal lunedì al venerdì vengono realizzati e distribuiti circa 300 pasti alla settimana. Il progetto RePoPP è attivo dal lunedì al sabato ed è sostenuto dal Comune di Torino, Amiat Gruppo Iren, Sea Soluzioni Eco Ambientali, Eco dalle Città, Fondazione Crt e Compagnia di San Paolo.

Sul fronte della raccolta differenziata del mercato di Porta Palazzo i dati parlano chiaro. Se nel 2016 la percentuale di raccolta differenziata superava a stento il 40%, nel primo semestre del 2022 la percentuale è stabile all’80% e, in attesa del dato consolidato, anche nei successivi mesi la percentuale risulta stabile (ad ottobre 2022 la percentuale di raccolta differenziata è poco sotto l’81%). Mentre sul fronte del contrasto allo spreco alimentare il mese di ottobre 2022, nel solo mercato di Porta Palazzo, ha visto 8468 kg di frutta e verdura recuperata e distribuita a poco più di 1000 famiglie (in tutto il 2022 sono stati 64301 i kg di frutta e verdura recuperata e ridistribuita). In totale dall’inizio del progetto sono stati più di 353000 i kg di frutta e verdura recuperata e redistribuita. Dati che se letti dal punto di vista della sostenibilità ambientale raccontano di un progetto che fa davvero molto bene all’ambiente. Infatti attraverso i dati tecnici della FAO è possibile quantificare l’impatto ambientale di questo progetto che dal suo avvio ha permesso di risparmiare 882 tonnellate di CO2 equivalente pari alle emissioni in atmosfera di 78 voli aerei tra Roma e Malpensa. Senza dimenticare i risparmi di cui ha beneficiato, e continua a beneficiare, il sistema di gestione e trattamento rifiuti in fatto di mancati consumi di carburante ed energetici per il trattamento di 353 tonnellate di rifiuti organici.

Last but not least. Infine la buona notizia su occupazione e integrazione. Dall’inizio del progetto sono stati coinvolti a vario titolo più 130 migranti provenienti principalmente dall’Africa sub-sahariana. Dal 2016 sono stati attivati 18 tirocini formativi che, attraverso un percorso virtuoso di formazione, si sono trasformati in 6 contratti di lavoro a tempo indeterminato. Numeri che in estrema sintesi raccontano come la lotta allo spreco alimentare non solo fa bene all’ambiente ma fa bene anche alla società.