Transizione Ecologica a Roberto Cingolani, i primi commenti degli ambientalisti

Reazioni positive e negative sulla nomina del fisico Roberto Cingolani come ministro della Transizione ecologica, nuovo dicastero che assorbirà anche competenze in materia energetica e presiederà un comitato interministeriale. Eccone alcune

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Il direttore scientifico dell'IIT (Istituto Italiano di Tecnologia) Roberto Cingolani al Forum sull' Economia Digitale, Milano, 11 Luglio 2019. ANSA / MATTEO BAZZI

A cavallo del giuramento del nuovo Governo Draghi ecco i primi commenti di alcuni dei principali ambientalisti italiani sulla nomina di Roberto Cingolani come ministro della Transizione ecologica, nuovo dicastero che assorbirà anche competenze in materia energetica e presiederà un comitato interministeriale.

Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia

“Partiamo male: il neoministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani un anno fa dichiarava alla rivista di Eni che il solare costa troppo e che inquina (con silicio e metallo) e che il gas è il male minore. E’ bene che si aggiorni e in fretta prima di iniziare la transizione…”. Poi anche su twitter:

Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club e Qualenergia

Monica Frassoni, co-presidente del Partito Verde Europeo

“Il ministero della Transizione Ecologica non è un super ministero che è stato annunciato, ma il vecchio ministero dell’Ambiente più Energia. Sarà nelle mani di un eminente scienziato esperto di innovazione, Roberto Cingolani, ma per nulla noto per le sue posizioni green. Coordinerà anche il gruppo che gestirà la transizione verde qualunque cosa significhi. Infatti, se vai a vedere un bel tweet di Giuseppe Onufrio direttore di Greenpeace Italia, ha detto su una pubblicazione ENI che le energie rinnovabili sono troppo care, è importante scendere a compromessi tra sostenibilità e crescita (!) essere e tutte le tecnologie , il gas compreso deve essere tenuto conto della transizione”.

Stefano Ciafani, presidente di Legambiente

“Quella di Roberto Cingolani al Ministero della Transizione ecologica è una nomina spiazzante, ma può essere interessante. Draghi ha tirato fuori un nome insospettabile, ma non è detto che le persone che conoscono bene i temi ambientali siano le migliori. E’ una scommessa fatta dal governo Draghi, siamo curiosi di vedere cosa Cingolani potrà fare su un ministero dell’Ambiente che così importante non è mai stato, visto che si occupa anche della partita energetica. E’ un esperto di innovazione tecnologica, uno dei pilastri su cui si reggerà la transizione”.

“Positivo – aggiunge – che il ministero della Transizione ecologica si occupi anche di energia, competenza che il ministero dell’Ambiente non ha mai avuto ed era un evidente problema” ma “non è l’unico ministero che si occuperà di quello che dovrà fare il Paese sul Recovery Plan: ad esempio c’è Giovannini alle Infrastrutture, che è una delle sei missioni del Pnrr, persona che i temi ambientali li conosce bene. Patuanelli all’Agricoltura è una sorpresa. Sull’agricoltura c’è bisogno di innovazione. Vediamo se riuscirà a dare una caratterizzazione diversa rispetto a quella data dalla Bellanova”.

Verdi Italiani

“Per il bene dell’Italia, auspichiamo che Cingolani, direttore del dipartimento di tecnologia dell’azienda Leonardo, leader nella produzione ed esportazione di armi, possa avere le giuste competenze per guidare la necessaria transizione ecologica”, ha commentato in un tweet la coalizione dei Verdi.

L’Istituto Superiore di Protezione Ambientale