Provincia Autonoma di Trento, via libera al nuovo piano rifiuti: si valuta la costruzione di un inceneritore

Elaborato dall’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente-Appa, il documento analizza la situazione attuale, evidenzia le principali criticità, gli adeguamenti alle direttive europee e nazionali e indica le azioni o gli interventi da implementare. Uno dei nodi fondamentali riguarda il trattamento del rifiuto residuo, per cui si sta valutando la realizzazione di nuovi impianti tra cui un inceneritore, le cui sedi potrebbero essere Rovereto, Trento Tre o Ischia Podetti

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RICICLA TRENTINO 2 AZIENDA PER IL RICICLAGGIO DEL MATERIALE RACCOLTO IN TUTTO IL TRENTINO E DIFFERENZIATO TRENTO 21 GIUGNO 2012 FOTO PAOLO PEDROTTI

Con la discussione in Terza Commissione la Giunta della Provincia Autonoma di Trento ha approvato in via definitiva il Quinto aggiornamento del Piano provinciale di gestione dei rifiuti, per la parte relativa ai rifiuti urbani. Elaborato dall’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente-Appa, il documento analizza la situazione attuale, evidenzia le principali criticità, gli adeguamenti alle direttive europee sull’economia circolare e alla normativa nazionale e indica le azioni o gli interventi da implementare. Uno dei nodi fondamentali riguarda il trattamento del rifiuto residuo, per cui si sta valutando la realizzazione di nuovi impianti tra cui un inceneritore, le cui sedi potrebbero essere Rovereto, Trento Tre o Ischia Podetti.

“Pur raggiungendo infatti elevate percentuali di raccolta differenziata – scrive la Provincia in un comunicato a margine dell’esame in Terza Commissione – e invitando i cittadini a produrre meno rifiuti, si avrà sempre una parte di rifiuto indifferenziato da gestire”. Secondo la Pat “l’analisi riportata nel documento ha quindi chiarito come sia ormai indispensabile fare una scelta chiara e responsabile: esportare tutto il rifiuto prodotto fuori Provincia, appoggiandoci ad impianti esistenti e seguendo le leggi del mercato per il costo di trattamento, oppure realizzare un impianto provinciale a tecnologia complessa per il recupero energetico dei rifiuti, raggiungendo un’autonomia anche nel campo del trattamento di questi scarti”.

“Sulla base di questa valutazione – si legge nel comunicato a valle dell’approvazione – l’intera comunità trentina, naturalmente con la responsabilità che spetta ai vertici delle istituzioni dell’Autonomia, è chiamata a decidere quale strategia seguire per il prossimo futuro, e così farà la Giunta provinciale, entro il 31 dicembre. Non prima di aver svolto tutti gli approfondimenti e al termine di un percorso di condivisione e approfondimento tecnico e scientifico, con la partecipazione delle realtà del territorio, dei cittadini e degli enti locali, nella piena trasparenza. Con l’obiettivo di arrivare alla scelta migliore, per la massima tutela dell’ambiente e dei cittadini, rivolta alla chiusura del ciclo dei rifiuti nell’ottica della responsabilità del territorio”.

L’iter del Quinto aggiornamento è iniziato nel 2021 e a fine dicembre 2021 è stato adottato in via preliminare. A fine marzo è scaduto il termine per la presentazione delle osservazioni pubbliche. Tutte le osservazioni sono state analizzate ed il loro riscontro è riportato nel documento di “dichiarazione di sintesi”. Rispetto alla proposta di piano adottata in via preliminare, sono state apportate alcune modifiche per accettare parte delle 52 osservazioni pubbliche pervenute, tra le quali anche quella del Consiglio delle Autonomie Locali (CAL).

Oggi in Trentino si producono circa 283.000 tonnellate di rifiuti urbani, delle quali circa 63.000 tonnellate vengono annualmente smaltite in discarica. Con il riempimento definitivo del quarto lotto della discarica di Ischia Podetti (Trento) e l’imminente termine dei conferimenti nella discarica nel Comune di Dimaro Folgarida, questi quantitativi di rifiuto dovranno essere esportati fuori Provincia. Alla luce di questo quadro, per i prossimi sei anni, gli obiettivi che si propone il Piano sono i seguenti:

  • riduzione del 2% della produzione attuale pro-capite sia del rifiuto indifferenziato che totale;
  • aumento della raccolta differenziata al 78% entro il 2023 e 80% entro il 2028;
  • miglioramento della qualità della raccolta differenziata ed incentivazione di nuove forme di recupero di materia;
  • perseguimento dell’obiettivo di autosufficienza territoriale anche tramite le linee del Programma Nazionale di Gestione dei rifiuti;
  • monitoraggio trasparente dell’andamento della gestione dei rifiuti urbani tramite opportuni indicatori;
  • ottimizzazione territoriale della raccolta dei rifiuti urbani;
  • individuazione del sistema impiantistico più idoneo per il territorio provinciale.

Il documento approvato comprende anche il Piano provinciale della comunicazione sui rifiuti urbani 2022-24. L’intenzione è di coinvolgere in maniera capillare tutti i cittadini, gli Enti pubblici, i Gestori del servizio di raccolta dei rifiuti urbani, le imprese e le associazioni di categoria, così come le scuole, i turisti, la distribuzione organizzata e i mercati, la ristorazione privata e collettiva, gli organizzatori di fiere ed eventi, con l’obiettivo di potenziare l’informazione in materia di rifiuti urbani, incentivare abitudini di consumo a ridotto carico di rifiuti (contro lo spreco alimentare e l’uso eccessivo di imballaggi) e modelli di produzione sostenibili a ridotto carico di rifiuti.

Un importante contributo è atteso anche dal mondo della ricerca e dell’innovazione tecnologica.

Ed ancora: sul versante della governance, fra i numerosi strumenti di natura economica, fiscale e regolamentare esistenti il Quinto aggiornamento sottolinea l’urgenza di introdurre sistemi fiscali o di finanziamento premiali per processi produttivi ambientalmente più efficienti e a minor produzione di rifiuto, bandi di finanziamento per le migliori pratiche di economia circolare, una revisione dei meccanismi di tassazione dei conferimenti in discarica per incentivare la riduzione dei rifiuti prodotti, incrementare le raccolte differenziate e migliorarne la qualità.

Come detto precedentemente, entro il 31 dicembre 2022 la Giunta Provinciale sceglierà quale strategia seguire per il prossimo futuro. Il nuovo addendum al Piano seguirà l’iter completo previsto per l’approvazione di uno strumento di pianificazione già seguito per questo Quinto aggiornamento, dando massima trasparenza e partecipazione ai singoli cittadini.