Bioplastica, progetto “Waste2func”: dai rifiuti alimentari ai biotensioattivi e all’acido lattico

Il progetto europeo WASTE2FUNc, sostenuto da Bio Based Industries Consortium Joint Undertaking (BBI-JU), si prefigge di trasformare scarti alimentari provenienti da agricoltura, industria alimentare, supermercati e ristoranti in biotensioattivi e acido lattico. L'iniziativa vede coinvolti 12 partner di 5 paesi europei, tra cui piccole e grandi imprese - tra queste ultime Croda, Evonik ed Ecover, - istituti di ricerca e associazioni di agricoltori

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Foto di melGreenFR da Pixabay

Nuova frontiere della bioplastica, questa volta dai rifiuti organici. Il progetto europeo WASTE2FUNc, sostenuto da Bio Based Industries Consortium Joint Undertaking (BBI-JU), si prefigge di trasformare scarti alimentari provenienti da agricoltura, industria alimentare, supermercati e ristoranti in biotensioattivi e acido lattico. E’ prevista anche la realizzazione di un sito web/app di registrazione per registrare i flussi di rifiuti dell’industria agroalimentare, una fase di consultazione con gli agricoltori su come rendere utile la loro raccolta, quale compensazione dovrebbe essere data in cambio e una verifica sulla disponibilità di questi flussi di rifiuti, sia tra gli agricoltori che tra l’industria alimentare.

L’iniziativa vede coinvolti 12 partner di 5 paesi europei, tra cui piccole e grandi imprese – tra queste ultime Croda, Evonik ed Ecover, – istituti di ricerca e associazioni di agricoltori.

La tecnologia è già stata sviluppata in passato per produrre biotensioattivi e acido lattico dai rifiuti alimentari dei supermercati e dei ristoranti dei supermercati. Nell’ambito del progetto WASTE2FUNc, questo flusso di rifiuti continuamente disponibile è integrato con flussi di rifiuti provenienti dall’agricoltura come:

  • Frutta e verdura che non rispettano gli “standard” e sono quindi difficili da vendere alle aste (troppo piccola, forma strana, …)
  • Frutti bruciati da estati estreme
  • Frutta e verdura marcia a causa di cause climatiche estreme

D’altra parte, questo è integrato con flussi di rifiuti e flussi collaterali dell’industria alimentare, come ad esempio:

  • Lotti di alcune aziende alimentari che non possono più essere venduti a causa di varie circostanze (ad es. a causa di guasti alla cella frigorifera o al congelatore)
  • Flussi collaterali e flussi di rifiuti dell’industria alimentare che attualmente non hanno un uso final

La tecnologia già sviluppata per consentire la conversione sarà ottimizzata nell’ambito del progetto e portata su scala preindustriale per indagare sulla fattibilità economica di tutta la tecnologia sviluppata e di questa nuova catena del valore e di esaminare la sostenibilità dell’intero processo. Inoltre, verranno studiati potenziali ostacoli normativi e verranno definiti modelli di business.

L’obiettivo finale del progetto è quello di avere una visione del potenziale di creazione di una bioraffineria in cui produrre molecole funzionali da tutti questi rifiuti alimentari, raccolti in modo sostenibile ed economicamente redditizio. Molecole funzionali possono essere successivamente utilizzate come questi elementi costitutivi per le bioplastiche e come nei cosmetici, nei detergenti biologici e nelle numerose altre applicazioni. WASTE2FUNC contribuirà a un’industria più sostenibile utilizzando risorse rinnovabili e con il suo approccio circolare.