World Economic Forum: crisi climatica e sociale in cima a rischi globali

Secondo il Global Risks Report 2022 pubblicato dal WEF i rischi climatici dominano la classifica delle maggiori preoccupazioni per impatto e probabilità, specie nel lungo termine in cui cinque dei dieci maggiori rischi globali - dal fallimento delle politiche ambientali alla perdita di biodiversità - sono tutti legati al cambiamento climatico. L'invito ai leader è "a pensare fuori dagli schemi dei rapporti trimestrali e a creare politiche che gestiscano i rischi e definiscano il programma degli anni a venire"

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(Keystone-SDA) La crisi climatica, l’aumento delle divisioni sociali, l’impennata dei rischi informatici e una ripresa globale che si preannuncia “volatile e irregolare” nei prossimi tre anni. Sono i rischi globali principali secondo il Global Risks Report 2022 pubblicato martedì 11 gennaio dal Forum economico mondiale (WEF). Il sondaggio condotto a livello globale, con sullo sfondo la crisi pandemia che giunge al suo terzo anno e “rappresenta ancora una minaccia critica per il mondo intero”, vede solo un esperto su sei ottimista e solo uno su dieci che pronostica un’accelerazione della ripresa globale.

“Per risolvere i problemi sistemici, i leader mondiali devono adottare un approccio coordinato”, si legge nel documento dell’organizzazione con sede a Ginevra che tiene ogni anno i meeting di Davos e che quest’anno ha dovuto rinviare gli incontri in presenza a causa della variante omicron del coronavirus.

I rischi climatici dominano la classifica delle maggiori preoccupazioni per impatto e probabilità, specie nel lungo termine in cui cinque dei dieci maggiori rischi globali – dal fallimento delle politiche ambientali alla perdita di biodiversità – sono tutti legati al cambiamento climatico. L’invito del Wef ai leader è “a pensare fuori dagli schemi dei rapporti trimestrali e a creare politiche che gestiscano i rischi e definiscano il programma degli anni a venire”.

Più nell’immediato, dopo l’eventualità di un’inazione sul fronte climatico, che è il rischio numero uno per gravità, il documento guarda a rischi posti dalla situazione economica, collegati direttamente alla pandemia. “Diseguaglianze nella somministrazione dei vaccini – con solo il 6% della popolazione vaccinata nei 52 paesi più poveri dove vive il 20% della popolazione mondiale – e la conseguente disomogeneità nella ripresa economica rischiano di aggravare fratture sociali e tensioni geopolitiche”.

Le conseguenze rischiano di essere non solo “crisi di fratture sociali all’interno dei paesi e fra i paesi” e “crisi di sussistenza” all’interno dei paesi più vulnerabili, ma anche l’esacerbarsi di “confronti geopolitici”, termine con cui il rapporto del Wef sfiora le tensioni fra l’Occidente e la Russia sull’Ucraina o con la Cina.