Legambiente: “Bologna Città 30 non si fermi, la direzione è giusta”

L'associazione ambientalista commenta la decisione del Tar dell'Emilia-Romagna di annullare Bologna Città 30. "Una sentenza non deve azzerare una misura che va nella giusta direzione e che ha contributo in questi anni ad aumentare la sicurezza degli utenti della strada. I cittadini devono diventare protagonisti e dare continuità alla misura"

Bologna Città 30

“La sentenza del Tar dell’Emilia-Romagna non deve azzerare una misura che va nella giusta direzione e che Bologna ha adottato da due anni con il modello Città 30. Una rivoluzione che si sta diffondendo in altre città italiane, a partire da Roma e Milano, anche sulla scia delle tante sorelle europee già da anni stanno dando il buon esempio”. È questo il commento di Legambiente alla decisione del Tar dell’Emilia-Romagna di annullare Bologna Città 30. Il Comune di Bologna ha già risposto che la misura andrà avanti.

Secondo Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, Davide Ferraresi, presidente di Legambiente Emilia-Romagna, e Claudio Dellucca, presidente del Circolo Legambiente Bologna, “a fronte di una diminuzione significativa, anche se non ancora soddisfacente e stabile di incidenti, feriti e morti sulle strade, collegabile all’introduzione del provvedimento da parte del Comune di Bologna, possiamo dire che le misure per la città a 30 chilometri orari abbiano contributo ad aumentare la sicurezza degli utenti della strada. Per questo esprimiamo il nostro sostegno all’amministrazione comunale nel portare avanti un provvedimento importante e innovativo per la città e la sicurezza dei cittadini”.

“Alla luce di questi primi due anni di applicazione – continua Legambiente – occorre ripartire dalla necessità di irrobustire il progetto Città 30, a cominciare dall’assetto delle strade, dalla messa in sicurezza delle aree più critiche e da controlli più efficaci. In questa fase – in attesa dell’eventuale ricorso al Consiglio di Stato e della riformulazione delle motivazioni del provvedimento da parte della Giunta, occorre che i cittadini divengano i veri protagonisti della sicurezza sulle strade, dando di fatto continuità alla Città 30”.

Negli ultimi anni, ricorda Legambiente, più volte sono state diffuse fake news sul modello Città 30 per contrastare un provvedimento efficace e importante. “Non è vero – conclude Legambiente – che andare a 30 o a 50 chilometri orari è la stessa cosa in termini di sicurezza stradale: la scienza ci dice ben altro. Non è vero che con la Città 30 i problemi, soprattutto per i lavoratori, rischiano di essere superiori ai benefici per la sicurezza stradale. Non è vero che a 30 chilometri orari si impiega più tempo a spostarsi e che si inquina di più”.

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