Stop al cambio d’ora, al via indagine sugli effetti alla Camera

Via libera alla Camera dell'iter parlamentare per valutare se rendere permanente l'ora legale: parte l'indagine conoscitiva su benefici, effetti e ricadute dello stop al cambio di orario grazie all'impulso di Sima, Consumerismo No profit e del deputato Barabotti. L'obiettivo è concludere i lavori entro il prossimo 30 giugno. Nel 2024 grazie all'ora legale 12 miliardi di chilowattora in meno nei consumi energetici e 2,3 miliardi di euro di risparmi in bolletta. Effetti positivi anche su ambiente e salute. Intanto, lancette in avanti tra sabato 28 e domenica 29 marzo

stop al cambio d'ora

Al via l’iter parlamentare per il possibile stop al cambio d’ora in Italia. La X Commissione della Camera dei deputati, che si occupa di attività produttive, commercio e turismo, ha infatti approvato l’avvio dell’indagine conoscitiva “sull’impatto dell’ora legale permanente sul territorio nazionale: effetti e ricadute sui settori”.

La ricerca era stata presentata lo scorso novembre su impulso della Società italiana di Medicina ambientale (Sima), dell’associazione Consumerismo No profit e del deputato Andrea Barabotti (Lega): si concluderà entro il prossimo 30 giugno. Intanto, tra sabato 28 e domenica 29 marzo scatta l’ora legale: lancette in avanti nella notte.

Le tappe di un percorso iniziato nel 2018

La discussione trae origine dalla consultazione pubblica lanciata dalla Commissione europea nel 2018, alla quale parteciparono 4,6 milioni di cittadini europei: l’84% si espresse a favore dell’abolizione del cambio d’ora. Nel 2019 il Parlamento europeo approvò una proposta di direttiva per lasciare ai singoli Stati la libertà di scegliere tra ora legale o solare permanente. Il processo si era poi arenato a causa della pandemia e delle divergenze tra i Paesi membri, lasciando il tema sospeso.

Ad aprile del 2023, Sima e Consumerismo No profit avevano presentato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica le firme raccolte tramite una petizione per lo stop al cambio d’ora: il governo si era detto favorevole e aperto a uno studio di fattibilità. A novembre dello stesso anno le firme e un’indagine conoscitiva erano state presentate alla Camera: l’iter parlamentare necessario alla nuova norma avrebbe dovuto concludere i lavori entro il 30 giugno 2026, per poi formalizzare una proposta normativa.

I benefici dello stop al cambio d’ora

Nel documento che dà il via all’indagine conoscitiva si sottolinea come tre ricerche presentate in sede europea concordino sul fatto che l’abolizione del cambio di orario e l’applicazione di unico sistema per l’intero anno comporterebbe un documentato risparmio energetico e un vantaggio per il mercato interno europeo e il trasporto.

Non a caso gli ultimi dati ufficiali forniti da Terna Driving Energy e riferiti all’Italia attestano che, tra il 2004 e il 2025, il consumo di energia elettrica dovuto all’ora legale si è abbassato di oltre 12 miliardi di chilowattora: si tratta, in termini economici, di un risparmio per i cittadini di circa 2,3 miliardi di euro. Secondo Sima, grazie all’ora legale, le emissioni annuali di CO2 in atmosfera si riducono di 160-200mila tonnellate, pari alla quantità assorbita piantando dai 2 ai 6 milioni di nuovi alberi.

Il testo presentato alla Camera

“Alla luce delle evidenze raccolte – si legge nella richiesta approvata alla Camera – appare opportuno promuovere un’indagine conoscitiva per valutare in modo oggettivo gli impatti dell’ora legale permanente sul territorio nazionale sul comparto energetico e produttivo italiano. Tale studio dovrebbe coinvolgere enti di ricerca e organismi economici, al fine di fornire al Parlamento e al governo un quadro aggiornato sui benefici e sulle criticità della misura. La decisione finale non può prescindere da una visione complessiva che tenga conto della sostenibilità energetica e della competitività economica“.

“L’indagine conoscitiva che si intende avviare – continua il testo – si pone diversi obiettivi. Intanto, un confronto tra modelli che prevedono il cambio stagionale dell’orario o l’adozione dell’ora legale permanente e una valutazione degli effetti socio-economici e delle ricadute sul tessuto produttivo del Paese in termini di potenziale risparmio energetico e aumento della produttività. Poi, un’analisi dei dati e della documentazione attualmente reperibile e delle valutazioni fornite dai soggetti auditi in Commissione. Infine, la valutazione di una fase di sperimentazione con proroga dell’ora legale”.

Il prossimo passo saranno ora le audizioni di diversi soggetti che saranno chiamati ad esprimere un proprio parere e presentare studi, ricerche e dati sugli effetti dell’ora legale permanente: spiccano rappresentanti di istituzioni, autorità indipendenti, Commissione e Parlamento dell’Ue, organizzazioni internazionali operanti nel settore, associazioni di categoria (Confindustria, Confcommercio, Confartigianato), associazioni dei consumatori ed esperti del settore provenienti dal mondo accademico o da istituti di ricerca.

Articolo precedenteCrisi climatica, Wwf: dal report Wmo nuovo allarme rosso
Articolo successivoVeicoli fuori uso: nuove regole per le batterie, raccolta ferma al 30%