La frazione organica continua a rappresentare una componente centrale del sistema italiano di raccolta differenziata. È quanto emerso nel corso del convegno “Dall’umido di casa all’impianto pilota”, dedicato al progetto InnoDABio e ospitato a Villa Contarini, in provincia di Padova.
L’iniziativa ha riunito rappresentanti del mondo della ricerca, delle imprese e delle istituzioni con l’obiettivo di approfondire nuove soluzioni per l’economia circolare. Tra i partner del progetto figurano l’Università di Padova, Fondazione Cariverona, Etra e BTS Biogas.
Il peso della raccolta dell’organico
Nel corso dell’incontro il Consorzio italiano compostatori (CIC) ha ricordato che la raccolta dell’organico rappresenta circa il 40% della raccolta differenziata complessiva in Italia, confermando il ruolo strategico di questa filiera per il raggiungimento degli obiettivi europei di riciclo.
Secondo il Consorzio, i risultati ottenuti negli ultimi anni sono stati favoriti anche dalla diffusione dei sacchetti compostabili, che hanno contribuito sia ad aumentare le quantità raccolte sia a migliorare la qualità del materiale conferito dagli utenti.
La sfida della qualità del rifiuto raccolto
Uno dei temi affrontati durante il convegno riguarda la presenza di materiali non compatibili con i processi di trattamento dell’organico. Per il CIC, ridurre queste impurità è fondamentale per migliorare l’efficienza degli impianti e ottenere prodotti finali di qualità.
Una raccolta corretta consente infatti di produrre compost destinato all’utilizzo agricolo e biometano, contribuendo alla produzione di energia rinnovabile e alla valorizzazione dei rifiuti organici come risorsa.
Ricerca e innovazione per l’economia circolare
Nel confronto tra i partecipanti è stato inoltre evidenziato il ruolo della ricerca scientifica, dell’innovazione tecnologica e delle attività di comunicazione rivolte ai cittadini.
Secondo il Consorzio italiano compostatori, il miglioramento continuo della raccolta dell’organico passa anche attraverso una maggiore consapevolezza sulle corrette modalità di conferimento, così da rendere più efficienti i processi industriali e rafforzare il contributo della filiera alla transizione verso un modello di economia circolare.











