È stato inaugurato il 10 giugno il primo impianto regionale per il trattamento dei rifiuti derivanti dalla pulizia meccanizzata delle strade. La struttura, di proprietà del Consorzio Ambiente Dora Sangone (Cados), è gestita da Cidiu Servizi, società impiantistica del Gruppo Cidiu (Centro intercomunale di Igiene urbana). Con una capacità autorizzata di trattamento di rifiuti da spazzamento stradale di 30mila tonnellate annue e una potenzialità di circa 11 tonnellate all’ora rappresenta un’infrastruttura unica in Piemonte per caratteristiche tecniche e capacità operativa.
L’impianto sorge a Druento, all’interno del sito impiantistico di Cidiu Servizi in strada Cassagna e si è recentemente conclusa la fase di avviamento funzionale, iniziata nel dicembre 2025. L’investimento complessivo è di 6 milioni di euro, quasi interamente finanziati tramite il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).
L’opera è pienamente coerente con gli obiettivi della pianificazione regionale in materia di rifiuti e svolge un ruolo strategico nel trattamento dei residui derivanti dallo spazzamento stradale, caratterizzati da una composizione altamente variabile, influenzata dal periodo dell’anno e dal contesto territoriale in cui si svolgono le attività di pulizia.
Questi rifiuti, tecnicamente non idonei ai processi di termodistruzione, necessitano infatti di essere avviati a recupero in impianti dedicati, finora localizzati prevalentemente al di fuori del Piemonte: ad esempio, quelli prodotti sul territorio servito da Cidiu venivano trasportati in Lombardia. Oggi il sito di Druento gestisce flussi di materiali provenienti dall’attività di spazzamento stradale di diversi operatori del settore, tra cui Acsel, SCS, Amiat, Seta, il Consorzio Sea di Saluzzo, Covar 14 e Teknoservice (Provincia di Imperia). Per il suo funzionamento sono impiegati quattro addetti.
Come funziona l’impianto per il trattamento di rifiuti da spazzamento stradale
Il processo utilizza una tecnologia brevettata da Ecocentro Tecnologie Ambientali (Gruppo Esposito) basata sul soil washing, articolato in sezioni automatizzate e interconnesse per il trattamento di solidi, liquidi e fanghi. Oltre il 75% dell’acqua impiegata viene depurata e riutilizzata, con una significativa riduzione dei consumi idrici. L’energia elettrica è acquistata con certificazione di produzione al 100% da fonti rinnovabili.
La frazione inorganica viene separata da quella organica per recuperare in modo efficiente i materiali riciclabili reintroducendoli nei cicli produttivi, in un’ottica di economia circolare. Gli aggregati riciclati ottenuti (sabbia, ghiaino e ghiaietto), certificati e conformi agli standard di qualità, sono destinati al settore edilizio per applicazioni in calcestruzzi, malte, miscele bituminose e sottofondi stradali. La loro commercializzazione è già stata avviata nelle scorse settimane.
La frazione organica viene invece trattata all’interno del polo di Druento, dove è attivo un impianto di compostaggio. Ulteriori materiali ferrosi ricavati vengono avviati a recupero in specifici impianti, mentre una parte residuale di rifiuti è destinata allo smaltimento.
Le parole dall’inaugurazione
All’inaugurazione è intervenuto il presidente del Consorzio Cados Emanuele Gaito: “L’infrastruttura costituisce un passo concreto per ridurre l’impatto ambientale e contribuire allo sviluppo dell’economia circolare. Questo investimento, coerente con gli obiettivi della pianificazione regionale in materia di rifiuti, ci consente di offrire ai Comuni del nostro bacino una maggiore autonomia impiantistica riducendo la dipendenza da soluzioni esterne”.
Presente a Druento anche Stefano Tizzani, presidente di Cidiu Servizi: “Il nuovo impianto rappresenta un esempio concreto di integrazione tra sostenibilità ambientale e capacità industriale. La solidità finanziaria dell’azienda ha consentito di anticipare le risorse necessarie a realizzare dell’opera in attesa della completa erogazione dei finanziamenti concessi dal Pnrr, confermando il ruolo attivo e responsabile di Cidiu nello sviluppo infrastrutturale e ambientale del territorio”.
Durante la mattinata è intervenuto Marcello Mazzù, presidente di Cidiu: “Con l’entrata in funzione di questo impianto rafforziamo ulteriormente il nostro impegno verso un modello di gestione dei rifiuti sempre più efficiente e sostenibile. La possibilità di chiudere il ciclo sul territorio consente di ridurre i costi ambientali ed economici legati al trasporto e di valorizzare le risorse attraverso il recupero di materia”.
All’inaugurazione hanno preso parte poi l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati, il presidente dell’Autorità Rifiuti Piemonte Paolo Foietta, il sindaco di Druento Carlo Vietti, altri sindaci dei Comuni del bacino Cados e l’amministratore delegato di Cidiu Giovanni Pesce.











