Bioeconomia circolare, Roma Tre lancia un osservatorio

L'Università degli Studi Roma Tre ha avviato il nuovo Osservatorio sul Diritto dell'Economia circolare. Si tratta della prima banca dati in Italia liberamente consultabile, dedicata a raccogliere tutte le fonti giuridiche sui vari ambiti della transizione ecologica e della bioeconomia circolare. L'aggiornamento continuo è affidato a un team di 15 tra docenti, ricercatori, dottorandi e assegnisti

Osservatorio bioeconomia circolare

È stato ufficialmente avviato il nuovo Osservatorio sul Diritto dell’economia circolare promosso dall’Università degli Studi Roma Tre. Il portale pubblico rappresenta la prima piattaforma nazionale strutturata per raccogliere e rendere accessibili fonti giuridiche relative a un ambito sempre più centrale per lo sviluppo sostenibile: l’Osservatorio si occuperà di monitorare la bioeconomia circolare.

Realizzato dal Centro di ricerca “Diritto dell’economia circolare”, attivo dal 2023 presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Ateneo, l’Osservatorio nasce con l’obiettivo di offrire uno strumento affidabile e aggiornato a studiosi, professionisti, pubbliche amministrazioni e decisori politici. La piattaforma consente di consultare in modo semplice e organizzato giurisprudenza, normativa e dottrina, grazie a un sistema di classificazione per categorie e parole chiave.

Tra i temi trattati figurano ambiti cruciali della transizione ecologica e della bioeconomia circolare: rifiuti, riciclo, biomasse, bioplastiche compostabili, sistemi Epr (responsabilità estesa del produttore), servizi ecosistemici, end of waste, sviluppo sostenibile. Un patrimonio informativo ampio e in costante aggiornamento, pensato per supportare l’analisi giuridica e le politiche pubbliche legate alla bioeconomia circolare.

La squadra di lavoro del nuovo Osservatorio sulla bioeconomia circolare

A garantire il costante aggiornamento dei contenuti, un team composto da 15 tra docenti, ricercatori, dottorandi e assegnisti, non solo dell’Università Roma Tre ma anche di altri istituti di ricerca. “Possiamo finalmente garantire una banca dati solida, affidabile, esaustiva e continuamente aggiornata su tutti i temi connessi con lo sviluppo dei diversi ambiti della bioeconomia circolare – commenta Francesco de Leonardis, direttore del Centro di Ricerca. Uno strumento che senza dubbio mancava, nonostante la crescente importanza che questo metasettore sta assumendo per il nostro Paese e per l’intera Unione europea”.

Il progetto si inserisce nelle attività del Centro, che promuove ricerca, formazione e collaborazione interdisciplinare a livello nazionale e internazionale, attraverso corsi, seminari e iniziative scientifiche. Con l’Osservatorio, Roma Tre rafforza il proprio impegno nel contribuire allo sviluppo di competenze e strumenti a supporto della transizione verso modelli economici più sostenibili.

Il Ministero dell’Università e della Ricerca (Mur) ha catalogato il luogo come Dipartimento di Eccellenza per il quinquennio 2023-2027 ed è primo in Italia nell’area delle Scienze giuridiche. “L’avvio dell’Osservatorio – sottolinea Antonio Carratta, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza – rappresenta una delle iniziative più significative promosse dal nostro dipartimento negli ultimi anni. Si tratta di un progetto che coniuga ricerca scientifica, impatto istituzionale e servizio alla collettività, valorizzando il ruolo dell’università nella costruzione di strumenti concreti a supporto delle trasformazioni economiche e ambientali in corso. Questo risultato conferma la capacità del nostro Dipartimento”.

Questa iniziativa si inserisce nel più ampio e articolato insieme di attività dell’Università Roma Tre sui temi della sostenibilità ambientale, sociale ed economica. “L’Osservatorio – conclude Paola Marrone, delegata del Rettore per le Politiche relative alla Sostenibilità̀ ambientale – contribuisce a rafforzare la diffusione della conoscenza e la capacità di analisi in un settore strategico per la transizione ecologica, quale quello dell’economia circolare, dimostrando come ricerca, formazione e terza missione possano concorrere concretamente alla costruzione di modelli di sviluppo più sostenibili e responsabili”.

Articolo precedenteInceneritore Val Bormida, Avs presenta interrogazione parlamentare
Articolo successivoRicrea porta “Cuore Mediterraneo” nelle località balneari per promuovere il riciclo dell’acciaio