La transizione sostenibile rappresenta sempre più un fattore di competitività per il sistema produttivo, ma resta aperto il tema del rapporto tra imprese e istituzioni sugli strumenti necessari per accompagnare questo percorso. È quanto emerge dal Rapporto Strategico 2026 “Le priorità non negoziabili per le imprese e il futuro della transizione sostenibile”, realizzato da TEHA Group in collaborazione con Erion e presentato a Roma in occasione del Forum Erion 2026.
L’indagine ha coinvolto oltre cento aziende dell’ecosistema Erion, insieme a manager e stakeholder, con l’obiettivo di individuare le priorità considerate essenziali per affrontare la transizione ecologica senza compromettere la competitività industriale.
Sostenibilità e competitività
Secondo il rapporto, il 75,5% delle imprese ritiene opportuno mantenere o aumentare i propri impegni in materia di sostenibilità nonostante l’incertezza del quadro normativo europeo, mentre il 68,6% dichiara di aver rafforzato le proprie politiche ESG negli ultimi tre anni.
Lo studio evidenzia inoltre come le aziende che adottano modelli di economia circolare mostrino indicatori economici e finanziari più solidi rispetto a quelle tradizionali, con una maggiore capacità di generare liquidità e una minore esposizione debitoria.
Le richieste delle imprese
Tra le principali esigenze segnalate dalle aziende emerge la richiesta di un maggiore sostegno pubblico. Quasi il 60% degli intervistati considera necessari incentivi continuativi, misure per contenere i costi energetici, semplificazioni autorizzative e supporto allo sviluppo delle tecnologie pulite.
L’energia resta il principale fattore di pressione competitiva, indicato da oltre l’88% delle imprese, seguita dall’innovazione sostenibile e dagli standard ambientali di prodotto.
Il divario tra imprese e politica
Il rapporto rileva anche una distanza tra il mondo produttivo e quello istituzionale. Attraverso lo STAGE Index, un indicatore sviluppato per misurare l’allineamento tra governi e imprese sulle priorità della transizione sostenibile, è emerso un livello di condivisione pari al 51%.
Se gli obiettivi generali risultano ampiamente condivisi, le criticità emergono soprattutto sugli strumenti operativi e sulla complessità normativa, considerata uno degli elementi che maggiormente limitano l’efficacia delle politiche di sostenibilità e competitività.
Il ruolo dei cittadini
Un capitolo del rapporto è dedicato anche al rapporto tra imprese e società. Secondo i dati raccolti, il 96% dei cittadini attribuisce alle aziende la responsabilità di promuovere il dialogo con i territori, ma soltanto il 55% ritiene che questo avvenga in modo efficace.
Tra le proposte avanzate nel documento figurano il rafforzamento degli incentivi per i comportamenti virtuosi, il sostegno all’innovazione, la concentrazione degli investimenti in settori strategici e un maggiore dialogo tra imprese, istituzioni e cittadini per favorire una transizione sostenibile capace di coniugare crescita economica, competitività e obiettivi ambientali.










