“Le nuove misure per la qualità dell’aria, approvate oggi in giunta nell’ambito dell’aggiornamento del Piano Regionale Qualità dell’Aria, ci lasciano a dir poco perplessi – dichiara Alice De Marco, Presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – La volontà di fermare il blocco della circolazione delle vetture diesel euro5 che sarebbe dovuto scattare nel prossimo autunno e che la stessa Regione Piemonte aveva autonomamente deciso di anticipare, salvo poi tornare sui propri passi, dà il via ad un insieme di attività che sembrano avere poco di strutturale e sistematico”.
“La promozione del biodiesel, peraltro solo nell’area metropolitana di Torino e a Novara, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per la gestione del traffico, l’utilizzo di vernici ‘mangia-smog’, di nebulizzatori per replicare l’effetto pioggia e l’aspirazione degli inquinanti in aria sono misure la cui efficacia è tutta da dimostrare e per le quali non possiamo che sperare. Certo gli importi investiti per queste attività saranno ingenti: un totale di oltre 55 milioni di euro messi a bando”.
“All’evidenza di non voler in alcun modo interferire con il trasporto privato si aggiunge però quella di non voler investire sul trasporto pubblico. Eppure Legambiente e tutte le sigle che compongono la campagna ‘Il trasporto che ci salva’ chiedono a gran voce un potenziamento di tutte le reti di trasporto pubblico: urbane (metro1, metro2 e bus di linea non solo nel capoluogo) e interurbane, su gomma laddove non ci sia la possibilità di utilizzare la rotaia (a partire dalle linee ferroviarie sospese che gridano vendetta”.
Il focus dedicato al Piemonte nel rapporto Mal’Aria 2026 ci consegna una fotografia inequivocabile: la nostra Regione è oggi uno dei territori più critici dell’intera Pianura Padana. Le centraline non solo dei capoluoghi, ma anche dei centri medi e delle aree pedecollinari e montane, registrano valori che superano già oggi i limiti previsti per il 2030. È il caso di Chieri, Mondovì, Cavallermaggiore, Settimo Torinese, Borgaro Torinese e Domodossola, con medie annuali di PM10 e PM2.5 elevate e, in alcuni casi, livelli di NO₂ che indicano l’impatto del traffico e del riscaldamento domestico.
“Appare evidente come i provvedimenti annunciati da Regione Piemonte – conclude Alice De Marco – vadano nella direzione di limitare gli effetti del sistema trasporti attuali, affidandosi a soluzioni la cui efficienza è tutta da dimostrare. Quello che da anni chiediamo è che si modifichi il sistema trasportistico regionale, puntando su un trasporto pubblico di qualità, là dove possibile su una mobilità leggera e attiva, e limitando il più possibile quello privato. È necessario inoltre confrontarsi con le norme europee: le misure e i risultati presentati dalla Regione fanno riferimento ai miglioramenti rispetto ai limiti ad oggi in vigore, che diventeranno decisamente più stringenti nel 2030. Non tenerne conto rischia di rendere eventuali risultati raggiunti del tutto aleatori, continuando a mantenere il territorio piemontese in costante emergenza inquinamento, che ricordiamo si traduce in drammatici impatti sanitari”.










