Una dichiarazione congiunta firmata da circa dieci associazioni europee di diversi settori industriali – tra cui Plastics Europe, EuPC ed Europen – fa appello all’Ue affinché venga mantenuto l’attuale testo della Direttiva sulla plastica monouso (SUPD), adottata nel 2019.
I firmatari riconoscono che la direttiva deve fare progressi ambientali “misurabili e significativi”. Avvertono che la riapertura del testo causerà “confusione giuridica”, aumenterà il rischio di sovrapposizioni o contraddizioni con altre leggi e porrà un onere “sproporzionato” agli operatori economici soggetti ad altre normative nazionali.
Le associazioni sostengono che non ci sono prove sufficienti per giustificare una revisione e che una tale mossa sarebbe “prematura”. Mentre un rapporto iniziale sullo stato di attuazione, pubblicato nell’aprile 2026, rimane parziale e senza un approccio armonizzato alla rendicontazione.
Una valutazione d’impatto non può essere effettuata quando molte delle disposizioni della direttiva non sono ancora in vigore, affermano i firmatari. Secondo quanto riferito, il suo recepimento ha causato finora una frammentazione normativa “significativa”, con un’applicazione irregolare che ha creato incertezza per le società che operano in più Stati membri.
Si teme che il “mosaico delle regole nazionali minacci l’integrità del mercato unico, aumenti i costi di conformità e non dia benefici ambientali proporzionati”. I firmatari esortano i responsabili politici a riconoscere questi fattori in una valutazione della direttiva, intrapresa prima che il testo venga riaperto.
Inoltre, la Commissione europea ha adottato solo di recente alcune delle decisioni e degli orientamenti di attuazione stabiliti nell’attuale direttiva. Modificare il testo legale in questo momento creerebbe incertezza sulla sua portata e sugli obiettivi e comporterebbe ritardi negli investimenti di 2-3 anni, avvertono i firmatari.
Allo stesso tempo, i regolamenti sull’ecodesign e sugli imballaggi sono ancora in fase di attuazione e sono in corso i negoziati sul Circular Economy Act. Se la direttiva sulla plastica monouso viene rivista allo stesso tempo, si prevede che il rischio di disposizioni duplicate o in conflitto aumenterà.
“Anche se la Commissione UE garantisse la piena coerenza nella sua proposta, i co-legislatori potrebbero comunque introdurre disposizioni che divergono o contraddicono il quadro SUPD, minando ulteriormente la certezza del diritto e il funzionamento del mercato unico”, si legge nella dichiarazione.
In quanto tale, i firmatari esortano i responsabili politici a “concentrare gli sforzi legislativi dove sono più necessari ed evitare di riaprire un quadro che deve ancora fornire risultati concreti”.










