ppresenta soltanto un obbligo normativo, ma può diventare un vero e proprio fattore di competitività per le imprese. È questo il messaggio al centro dell’intervento di Vincenzo Tuzi, consulente di Biorepack, generale di brigata della Guardia di Finanza in congedo e Medaglia d’Argento al Valor Civile, che riflette sul ruolo dei controlli nel settore delle bioplastiche compostabili.
Secondo Tuzi, l’attività di verifica svolta negli ultimi anni ha evidenziato come le non conformità presenti sul mercato possano avere origini molto diverse. In alcuni casi si tratta di criticità tecniche o organizzative che possono essere corrette attraverso attività di supporto e accompagnamento alle imprese. In altri emergono invece comportamenti che rischiano di alterare il mercato, come la commercializzazione di prodotti che non rispettano i requisiti previsti dalla norma europea EN 13432, riferimento per la certificazione della compostabilità degli imballaggi.
A questa situazione si aggiunge la crescente presenza di prodotti provenienti dall’estero che, in assenza di adeguati controlli, possono generare condizioni di concorrenza sleale nei confronti delle aziende che investono in ricerca, qualità e conformità normativa.
I controlli come garanzia per il mercato
Per Tuzi il controllo non deve essere interpretato esclusivamente come uno strumento repressivo. Al contrario, rappresenta un elemento essenziale per garantire il corretto funzionamento del mercato e valorizzare gli investimenti delle imprese che operano nel rispetto delle regole.
L’obiettivo non è soltanto individuare eventuali irregolarità, ma creare condizioni di concorrenza trasparenti, nelle quali tutte le aziende siano chiamate a rispettare gli stessi standard tecnici e normativi.
In questo modo i controlli diventano una tutela concreta per gli operatori virtuosi, evitando che chi non rispetta le regole possa ottenere vantaggi competitivi a discapito delle imprese che investono in innovazione e sostenibilità.
Dialogo, formazione e responsabilità condivisa
Secondo l’ex generale della Guardia di Finanza, l’attività di vigilanza raggiunge la massima efficacia quando si inserisce all’interno di un sistema fondato sul dialogo con le imprese, sulla formazione e sulla responsabilità condivisa tra tutti gli attori della filiera.
In questo contesto, Biorepack svolge un ruolo che va oltre le attività di verifica. Il consorzio promuove infatti la diffusione della cultura della legalità, della qualità e della conformità normativa, accompagnando le aziende nell’applicazione delle regole e nel miglioramento continuo delle proprie performance.
Le sfide della normativa europea
Guardando al futuro, Tuzi sottolinea come l’evoluzione della normativa europea richiederà un impegno crescente da parte dell’intera filiera delle bioplastiche compostabili.
Qualità, tracciabilità, trasparenza e responsabilità saranno elementi sempre più importanti per consolidare la credibilità del settore e favorirne lo sviluppo economico. In questo scenario, la capacità di garantire controlli efficaci e regole uguali per tutti rappresenterà una condizione indispensabile per sostenere la crescita del comparto.
“Tutelare la legalità significa tutelare non soltanto il mercato, ma anche le tante imprese che operano correttamente e contribuiscono ogni giorno alla crescita del settore”, conclude Tuzi.
Un principio che, secondo il consulente di Biorepack, assume oggi un valore ancora più rilevante in una fase in cui l’economia circolare e le bioplastiche compostabili sono chiamate a svolgere un ruolo sempre più importante nelle strategie europee di sostenibilità e gestione delle risorse.










