PUMS: pubblicato dal Mit il rapporto intermedio dei 50 ‘nodi urbani’ italiani

Uscito il rapporto intermedio che analizza lo stato di fatto dei Piani Urbani della Mobilità Sostenibile di 50 comuni e città metropolitane italiani, definiti "nodi urbani" dalla Commissione Europea, in relazione al nuovo Regolamento Europeo (UE) 2024/1679 che ha individuato in tutta Europa 431 nodi, con l'obbligo di dotarsi entro la fine del 2027 di PUMS. Questo non è solo un modo per accedere ai finanziamenti europei, ma un vero e proprio strumento di pianificazione della mobilità di persone e merci

PUMS: pubblicato dal Mit il rapporto intermedio dei 50 ‘nodi urbani’ italiani

È  disponibile sul sito del Ministero dei Trasporti il rapporto intermedio che analizza lo stato di fatto dei Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (PUMS) di 50 comuni e città metropolitane italiani, definiti “nodi urbani” dalla Commissione Europea, in relazione al nuovo Regolamento Europeo (UE) 2024/1679 sulle reti TEN – T. Il Rapporto è stato elaborato dalla  Direzione Generale per il Trasporto Pubblico Locale del MIT con il supporto operativo di RAM Logistica Infrastrutture e Trasporti Spa.

Tale regolamento europeo, entrato in vigore a luglio del 2024, ha individuato in tutta Europa 431 “nodi urbani”, di cui 50 in Italia, con l’obbligo di dotarsi entro la fine del 2027 del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile conforme ai nuovi requisiti. E inteso inoltre – almeno in Italia – non più come strumento la cui “adozione” è stata sufficiente per accedere ai finanziamenti europei, ma come vero e proprio strumento di pianificazione della mobilità di persone e merci.

I piani della logistica urbana sostenibile sono una realtà molto diffusa nel resto d’Europa, mentre sono quasi sconosciuti in Italia. Ma nessuno sembra preoccuparsene.

Le misure appositamente individuate nel PUMS per ridurre traffico, inquinamento e incidenti, secondo quanto stabilito dal regolamento 2024/1679, non solo vanno messe in atto veramente sulla base di un apposito piano attuativo, ma vanno assoggettate ad un monitoraggio i cui risultati vanno inviati ogni anno obbligatoriamente a Bruxelles, pena l’inaccessibilità ai finanziamenti europei.

Il Regolamento ha fissato compiti anche per ciascuno Stato membro chiamato a supportare i nodi urbani affinché abbiano PUMS conformi al Regolamento stesso. Per l’Italia la Direzione Generale per il Trasporto Pubblico Locale del MIT, diventata per effetto del Regolamento, organismo di supporto e redattore del Programma Nazionale di Sostegno ai PUMS, sta affiancando le 50 città chiave italiane in questo percorso strategico.



Questa analisi iniziale offre una prima mappatura sintetica sui dati raccolti, già condivisa in anteprima con i Comuni ad aprile 2025. E’ già avviato un approfondimento tecnico per definire un Piano di attuazione PUMS personalizzato per ciascun nodo urbano. L’obiettivo generale è che tutte le 50 città italiane raggiungano la piena conformità ai requisiti europei entro il 31 dicembre 2027. Ma ci devono mettere del loro.

Intanto lo scorso 22 luglio 2025 si è tenuta la quinta riunione dei nodi urbani per fare il punto sulle ultime novità, dalle nuove linee guida europee sui PUMS alla definizione degli indicatori di monitoraggio.

Successivamente è stato firmato il Decreto Direttoriale 213/2026 per introdurre un regime transitorio strategico. Infatti in attesa delle nuove Linee Guida nazionali, il decreto garantisce la validità decennale dei PUMS esistenti, introducendo un passaggio chiave: la “Verifica di Conformità”. L’obiettivo è allineare tutti i PUMS dei nodi urbani al nuovo Regolamento Europeo 2024/1679, trasformando un semplice adeguamento normativo in una opportunità di miglioramento.

La verifica si applica ai PUMS già adottati o approvati secondo criteri precisi:
a)       per i nodi urbani ricadenti nel territorio di una Città metropolitana la verifica di conformità ha ad oggetto il PUMS della Città metropolitana, per un ambito territoriale che corrisponde a quello della medesima Città metropolitana, e il Piano copre l’intera estensione del nodo compreso il territorio posto al centro del nodo;
b)       per i nodi urbani che non ricadono nel territorio di una Città metropolitana, la verifica di conformità ha ad oggetto il PUMS del Comune posto al centro del nodo e l’ambito del Piano copre l’intera estensione del nodo urbano.
Entro fine ottobre prossimo il MIT comunicherà gli esiti della verifica a tutti gli enti interessati che hanno poi un anno di tempo, entro 30 settembre 2027 per adeguare tecnicamente i PUMS esistenti qualora emergessero carenze sui contenuti minimi obbligatori.
Il decreto -secondo fonti ministeriali – apre ufficialmente la strada ai PUMS di area vasta. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, supportato dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e da JASPERS, sta infatti avviando un progetto pilota su 4 città (selezionate tra le 9 italiane della Missione UE per le Città Intelligenti a impatto climatico zero). Integrare mobilità e clima in un’unica visione strategica è una sfida ambiziosa che richiede pianificazione, lungimiranza e un approccio fortemente coordinato.
Quali saranno le 4 città pilota? Evidentemente quelle che sono più avanti.

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