Sardegna, materie prime critiche: missione di Mimit, Mase e Ispra

La delegazione istituzionale ha visitato siti minerari, industriali e di ricerca dell'Isola per approfondire il ruolo della Sardegna nelle filiere delle materie prime critiche, tra sicurezza degli approvvigionamenti, transizione energetica, recupero dei siti minerari ed economia circolare

Sardegna, materie prime critiche: missione di Mimit, Mase e Ispra

Si è conclusa il 23 settembre 2026 la missione istituzionale in Sardegna di una delegazione composta da rappresentanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) e di Ispra.

La visita è stata organizzata nell’ambito delle iniziative nazionali ed europee dedicate allo sviluppo delle filiere delle materie prime critiche e al rafforzamento dell’autonomia strategica del Paese. Al centro del confronto le potenzialità del patrimonio minerario, industriale e scientifico dell’Isola e il suo possibile contributo alle strategie europee sugli approvvigionamenti.

Il confronto tra istituzioni

Nel corso delle due giornate la delegazione ha visitato diversi siti minerari, industriali e di ricerca della Sardegna, con approfondimenti sulle attività legate alla sicurezza degli approvvigionamenti, alla transizione energetica e all’economia circolare.

Un momento centrale della missione è stato l’incontro tra l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani e il responsabile dell’Unità per l’Internazionalizzazione presso il Gabinetto del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Alberto Castronovo.

L’incontro, svolto nella sede dell’Assessorato alla presenza dei partecipanti alla missione, ha permesso di illustrare le iniziative nazionali e le politiche regionali per la valorizzazione delle risorse minerarie, il rilancio delle attività industriali e lo sviluppo di nuove filiere legate alle materie prime strategiche.

Secondo Cani, il patrimonio minerario, industriale e scientifico della Sardegna può avere un ruolo nelle politiche nazionali sulle materie prime critiche, attraverso il collegamento tra sostenibilità ambientale, innovazione, ricerca e sviluppo economico.

Monteponi tra recupero minerario e ricerca

La delegazione ha visitato il compendio di Monteponi, dove Igea realizza attività di recupero ambientale e valorizzazione del patrimonio minerario.

Oltre al sito e alle aree interessate dagli interventi di bonifica, la missione ha incluso la visita alla sede del Consorzio Ausi, sede decentrata dell’Università di Cagliari. Qui sono stati presentati gli studi dedicati al recupero dei siti minerari, sviluppati nell’ambito dei workshop sul paesaggio.

La delegazione ha inoltre visitato il Cesa, Centro di Eccellenza per la Sostenibilità Ambientale, realizzato da Ausi insieme all’Università di Cagliari e a Igea. Il centro svolge attività di ricerca e innovazione applicate al recupero e alla valorizzazione delle risorse minerarie.

Il comparto industriale del Sulcis

Tra le tappe della missione anche lo stabilimento di Portovesme Srl, dove sono state approfondite le caratteristiche del comparto industriale del Sulcis e le possibilità di sviluppo di nuove filiere legate alle materie prime critiche e all’economia circolare.

La visita ha consentito di mettere in relazione il patrimonio minerario dell’area con le prospettive industriali legate alla trasformazione e al recupero delle risorse.

La miniera di Silius e la fluorite

La seconda giornata della missione si è conclusa con la visita alla miniera di Silius, dove la Società Mineraria Gerrei ha illustrato il progetto di rilancio del giacimento di fluorite.

La risorsa viene indicata nel progetto come strategica per diversi comparti industriali e per gli obiettivi europei relativi alla sicurezza degli approvvigionamenti.

La missione ha quindi messo in evidenza diversi elementi della filiera sarda delle materie prime critiche, dalla ricerca e valorizzazione dei siti minerari al recupero ambientale, fino alle attività industriali e ai progetti di rilancio delle risorse presenti sul territorio.

Articolo precedenteTorino, Gtt: gli sportelli nelle Circoscrizioni proseguono fino a Natale
Articolo successivoLo spreco alimentare in Italia vale 13,5 miliardi di euro