Umbria, revisione del piano rifiuti: più riciclo e meno discariche

La revisione del Piano regionale di gestione integrata dei rifiuti esclude la realizzazione di un nuovo inceneritore e punta a rafforzare il recupero dei materiali. Gli obiettivi sono raggiungere l’80% di raccolta differenziata entro il 2030, ridurre il rifiuto indifferenziato sotto i 100 chilogrammi per abitante e limitare il conferimento in discarica al 10% entro il 2035

Umbria, revisione del piano rifiuti: più riciclo e meno discariche

La Regione Umbria aggiorna il proprio Piano regionale di gestione integrata dei rifiuti (Prgir) con una proposta che punta a rafforzare raccolta differenziata, riciclo e recupero dei materiali, riducendo progressivamente il ricorso alle discariche. Il documento, adottato dalla Giunta regionale il 30 settembre e presentato il 27 ottobre 2026 in Seconda commissione, modifica il piano approvato nel 2023 e supera il progetto di realizzazione di un nuovo inceneritore.

Raccolta differenziata all’80% entro il 2030

La revisione stabilisce obiettivi progressivi per migliorare la gestione dei rifiuti urbani. La raccolta differenziata dovrà raggiungere il 75% entro il 2028 e l’80% entro il 2030, con un indice di riciclo del 65%.

Entro il 2030, inoltre, la produzione di rifiuto urbano residuo dovrà scendere sotto i 100 chilogrammi per abitante. Il piano indica anche un limite di 410.000 tonnellate annue per la produzione di rifiuti urbani provenienti dai gestori pubblici.

Meno rifiuti in discarica e più recupero dei materiali

Il documento non prevede ampliamenti delle discariche oltre quelli già autorizzati e punta a ridurne progressivamente l’utilizzo. L’obiettivo è limitare il conferimento in discarica al 20% della produzione totale di rifiuti urbani dal 2030, per arrivare al 10% entro il 2035, in linea con il limite previsto dal decreto legislativo 121/2020.

Per raggiungere questi risultati, la revisione prevede il potenziamento degli impianti di trattamento meccanico biologico (TMB) e di trattamento meccanico (TM), con l’obiettivo di aumentare le quantità di materiali recuperabili e riciclabili e favorire la produzione di materiali End of Waste, che hanno cessato di essere qualificati come rifiuti.

È prevista anche una maggiore specializzazione dei poli multifunzionali per valorizzare la raccolta differenziata e migliorare il recupero delle frazioni secche. I materiali ancora recuperabili dovranno essere avviati a operazioni di recupero, riducendo lo smaltimento in discarica dei rifiuti non riciclabili e non recuperabili.

Due fasi per il nuovo sistema di gestione

L’attuazione del piano è articolata in due fasi. La prima, preliminare, ha come orizzonte il 2029, anno previsto per il completamento del nuovo assetto impiantistico e l’entrata in funzione dell’impianto CSS-C.

La seconda fase entrerà a regime dal 2030, con la piena operatività del sistema rivisto e il perseguimento degli obiettivi di raccolta differenziata, riciclo e riduzione dei conferimenti in discarica.

L’esclusione del nuovo inceneritore comporta una revisione complessiva della pianificazione impiantistica regionale e la valutazione di soluzioni alternative per garantire la gestione dei rifiuti e la chiusura del ciclo.

Prosegue il percorso di partecipazione

La proposta aggiorna il quadro di riferimento e l’analisi della situazione attuale, introducendo modifiche strutturali alla pianificazione esistente. Il percorso di confronto con amministratori locali e parti sociali proseguirà in commissione, con nuove audizioni dei soggetti già coinvolti nell’esame del disegno di legge regionale dedicato alla transizione ecologica della gestione dei rifiuti, all’economia circolare e alla bonifica delle aree inquinate.

La revisione punta così a trasformare il ciclo dei rifiuti in una filiera orientata al recupero delle risorse, alla riduzione dello smaltimento e allo sviluppo dell’economia circolare sul territorio regionale.

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