Caldo estremo in Europa: sensibilmente intensificato dal cambiamento climatico causato dall’uomo

Un’analisi del progetto ClimaMeter stima che l’ondata di calore che ha colpito Francia e gran parte dell’Europa occidentale nel giugno 2026 sia stata resa fino a 4°C più intensa dal riscaldamento globale. Secondo i ricercatori, configurazioni meteorologiche simili si sono già verificate in passato, ma oggi si sviluppano in un clima significativamente più caldo

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L’ondata di caldo estremo che nel giugno 2026 ha interessato la Francia e ampie aree dell’Europa occidentale è stata sensibilmente aggravata dal cambiamento climatico di origine antropica. È quanto emerge da un’analisi realizzata dal team del progetto ClimaMeter, iniziativa ospitata dall’Institut Pierre Simon Laplace e finanziata dall’Unione europea e dal Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) francese.

Secondo lo studio, le condizioni meteorologiche che hanno favorito l’evento non rappresentano un fenomeno eccezionale. Configurazioni atmosferiche analoghe si sono infatti verificate più volte nel corso dei decenni passati. Tuttavia, gli stessi schemi meteorologici oggi si manifestano in un contesto climatico molto più caldo rispetto alla seconda metà del Novecento.

Temperature fino a 4°C più elevate

Utilizzando la piattaforma ClimaMonitor, sviluppata dal consorzio ClimaMeter per l’attribuzione quotidiana degli eventi meteorologici estremi, i ricercatori hanno confrontato la circolazione atmosferica osservata il 22 giugno 2026 con situazioni analoghe registrate negli archivi storici.

L’analisi indica che le temperature associate all’attuale configurazione atmosferica risultano comprese tra 2 e 4°C in più, a seconda delle località considerate, rispetto a quanto sarebbe avvenuto con condizioni meteorologiche simili nella seconda metà del XX secolo. A Parigi, il segnale di riscaldamento attribuito al cambiamento climatico è stato stimato in circa 2,4°C.

Secondo gli autori dello studio, senza il contributo del riscaldamento globale l’evento sarebbe stato comunque caratterizzato da temperature elevate, ma non avrebbe raggiunto l’intensità registrata nel giugno 2026.

Eventi estremi sempre più frequenti e intensi

Le conclusioni dell’analisi sono coerenti con le valutazioni dell’IPCC, che da anni documenta l’aumento della frequenza e dell’intensità delle ondate di calore in Europa a causa delle emissioni di gas serra.

I ricercatori ricordano inoltre che nell’Europa occidentale gli episodi di caldo estremo stanno aumentando a un ritmo superiore rispetto a quanto previsto da alcuni modelli climatici, mentre nell’area mediterranea gli incrementi futuri potrebbero risultare anche doppi rispetto alle stime attuali.

Secondo ClimaMeter, il riscaldamento globale non determina una crescita lineare della severità delle ondate di calore. Al contrario, gli eventi estremi tendono ad accelerare, aumentando la probabilità di nuovi record termici e ampliando il numero di persone esposte a temperature pericolose.

Il progetto ClimaMeter

ClimaMeter è un sistema sviluppato per valutare rapidamente il ruolo del cambiamento climatico negli eventi meteorologici estremi attraverso il confronto con situazioni analoghe osservate nel passato. La piattaforma ClimaMonitor utilizza previsioni meteorologiche, dati di rianalisi e metodi di attribuzione basati sugli analoghi climatici per fornire valutazioni aggiornate sugli eventi in corso in Europa.

L’obiettivo è fornire indicazioni rapide sul contributo del cambiamento climatico agli episodi estremi, supportando la comprensione degli impatti del riscaldamento globale sul territorio europeo.

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